Enada, Ughi (Obiettivo 2016): Prima di indire gare il Governo dovrebbe approvare una legge


da AGIMEG 13/03/2019 16:05

dai nostri inviati – “Prima di fare una gara il Governo deve fare una legge. Capire quanti negozi si possono aprire e creare una legge nazionale su luoghi sensibili, limiti orari e interventi per la tutela del cittadino. Tutto ciò non può essere materia delle singole regioni”. Lo ha detto Maurizio Ughi, Presidente di Obiettivo 2016, nel corso del convegno – organizzato da Agimeg – “Gara scommesse, “proibizionismo” comunale, divieto di pubblicità: in che direzione va il mercato italiano del gioco” che si sta svolgendo alla fiera Enada di Rimini. “C’è differenza tra chi alza la serranda e chi Cerca di far leggi sul gioco guardando un foglio excel” ha detto ancora. “Nel 98 nel mercato esisteva chi bancava le scommesse sul calcio senza il permesso dello stato. Poi sono arrivate gare, forse troppe e fatte male. In questo momento non vedo possibile una nuova gara. Parto dicendo quindi che non vedo differenza tra stato e concessionario. Entrambi vogliono lavorare tutelando il giocatore. Lo stato come il concessionario vuole un mercato regolamento e contingentato. Entrambi poi vogliono fare cassa. E allora? Se stiamo sulla stessa linea perché non si arriva a un codice dei giochi? Non capisco chi critica il gioco ma non sa come farlo passare solo su canali regolamentato. Ci si limita a nascondersi, prendere le tasse e allo stesso tempo puntare il dito contro di noi. Mi raccomando…. Non votate più i 5stelle. Questi non ci mettono la testa: fanno politica da bar. Uno stato così ha bisogno del consiglio di noi esperti che alziamo la saracinesca la mattina. Dobbiamo essere noi a consigliare un codice sui giochi. Sulla gara delle scommesse. Lo stato ha abbandonato il gioco agli enti locali. Per me non è più “proprietario” del gioco. In queste condizioni la gara non ha molto senso”. cz/AGIMEG

Enada, Mazza (Betaland): “Serve una sanatoria che consenta di operare e creare profitto”


13/03/2019 15:58 da AGIMEG

dai nostri inviati – . “Io non credo ad una vita fuori dalla regolamentazione o a un mercato nel proibizionismo. Credo quindi in una sanatoria che permetta di operare e creare profitto”. Lo ha detto Carmelo Mazza, Ceo di Betaland, nel corso del convegno – organizzato da Agimeg – “Gara scommesse, “proibizionismo” comunale, divieto di pubblicità: in che direzione va il mercato italiano del gioco” che si sta svolgendo alla fiera Enada di Rimini “Il mercato è però grande e complesso. Per questo serve una regolamentazione razionale. Questa, mi chiedo, c’è stata in questi anni? Ci troviamo in un settore in cui si fa un fatica enorme ad avere risposte su quello che si può fare e quello che non si può fare. L’incertezza delle regole può favorire, ricordiamolo, l’infiltrazione di fenomeni illegali. Servono quindi leggi chiare che non possano essere contestate, ben sviluppate dal regolatore e accettate dal concessionario. Io continuo a credere in questo settore. Però i dubbi vengono”.cz/AGIMEG

Operazione “Scommessa”: Martiradonna conferma le accuse di gioco online


13/03/2019 11:00 da AGIMEG

Confermate le accuse di gioco online illegale da Francesco Martiradonna, uno dei soci di Centurionbet, attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Scommessa” della procura Antimafia di Bari. Martiradonna ha fatto sapere che i due siti, Betfive e Bet1128, adoperati dall’organizzazione si basavano su una modalità operativa “co-banco”e denaro contante, anche se in maniera non sistematica, per scommesse e vincite. Martiradonna ha confermato poi i legami con capi area commerciali e un accordo con due primari circuiti di pagamento per le transazioni online. Del denaro entrato dalla cessione della società ad un bookmaker austriaco, ha fatto sapere ancora che era stato versato in due tranche in un paradiso fiscale. L’inchiesta è però ancora aperta, infatti le Fiamme Gialle sono al lavoro sulla rete dei prestanome che nascondono il tesoro della famiglia barese. lp/AGIMEG