Codacons denuncia Floris per induzione a azzardo: cosa dice la norma


Octavian Intext

Il Codacons denuncia il giornalista La7 Giovanni Floris per induzione al gioco d’azzardo ma il Servizio Studi di Camera e Senato chiarisce come saranno spesi i soldi del RdC. 

Il Codacons denuncia il giornalista Giovanni Floris di La7 alla procura della Repubblica per “induzione al gioco d’azzardo” ma è lo stesso servizio studi di Camera e Senato a chiarire che il divieto di spendere i soldi erogati dello Stato in gambling pubblico, sembra di fatto inapplicabile e non ci saranno controlli.

Ecco cosa dice la norma: “La card sul reddito di cittadinanza non si potrà usare per giocare, questo con la ” finalità di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza del disturbo da gioco d’azzardo (Dga)“, dispone l’articolo 5 del decreto che regola la misura del governo.
E poi la specifica: “Per quanto riguarda la disposizione sul divieto di utilizzo della card al gioco, prevista dall’articolo 5, c’è da ricordare che il Servizio Studi ha evidenziato che “non sono previste, in ogni caso, procedure di verifica dell’utilizzo del contante né sanzioni relative al suddetto divieto”.
Non si capisce, quindi, l’effettiva utilità dell’articolo 5 del Reddito di Cittadinanza, ma soprattutto emerge l’inapplicabilità della norma anche per questioni di privacy. Anche l’attacco del Codacons al giornalista Floris non sembra trovare appigli normativi e non si ravvede nessuna ipotesi di reato. “Nel programma di La7 “dimartedì”, Giovanni Floris ha proposto un servizio sulle modalità per aggirare i paletti fissati dalla misura governativa in tema di reddito di cittadinanza, in particolare illustrando le possibilità per eludere il divieto di utilizzo del sussidio per il gioco d’azzardo – spiega il codacons nell’esposto – nel filmato sarebbe stato illustrato come, tramite un escamotage tra carte di credito, sia possibile aggirare il divieto di utilizzo del sussidio, mostrando i vari passaggi da compiere per arrivare all’acquisto di un gratta & vinci con i soldi della sovvenzione governativa”. E il Codacons attacca: “Quanto riportato nel filmato non solo è contrario a quanto imposto dal vicepremier Luigi Di Maio che, nei giorni scorsi, aveva tuonato contro la diffusione in tv di informazioni sulle modalità di raggiro delle norme sul reddito di cittadinanza, ma avrebbe di fatto agevolato l’utilizzo del sussidio in favore del gioco d’azzardo”.
L’informazione giornalistica fornita da Floris è legittima. E non esiste nessuna norma che vieta l’induzione ad un gioco legale come quello pubblico. Esiste, ovviamente, il divieto di pubblicità introdotto col decreto Dignità. 
Anzi, il Codacons, non considera le argomentazioni del Servizio Studi quando dice che “il video potrebbe essersi quindi tradotto in una sorta di induzione a eludere e raggirare le norme sul reddito di cittadinanza con una possibile frode ai danni dello stato e un danno economico evidente ed elevatissimo per la collettività – prosegue l’associazione – per tale motivo abbiamo deciso di chiedere alla procura di roma se la decisione di Floris di trasmettere il servizio in questione possa configurare l’induzione al gioco d’azzardo o una qualsiasi forma di favoreggiamento a delinquere”. Ma, si ribadisce che non esisteranno né controlli né sanzioni.

Corte Costituzionale: “Le caserme possono essere luoghi sensibili”. Legittima la legge abruzzese sul gioco


da AGIMEG 27/02/2019 13:46

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate  le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar Abruzzo sulla legge della Regione Abruzzo sul gioco. In particolare, il Tar aveva chiesto se nella legge potessero essere individuati come luoghi sensibili – per calcolare il raggio entro cui non è possibile aprire sale da gioco o istallare slot – anche le caserme.

Per la Consulta, tuttavia, il legislatore abruzzese, “è certamente intervenuto nell’ambito della materia «tutela della salute», senza invadere la competenza esclusiva dello Stato, con una disciplina che appare altresì non irragionevole, poiché le caserme militari presentano caratteristiche idonee a essere qualificate come luoghi sensibili”.

Si tratta, infatti, di limiti che rientrano “nella discrezionalità del legislatore, le cui valutazioni ben potrebbero, ad esempio, essere legate alla specifica conformazione territoriale”. La Consulta precisa ancora che solo alcuni siti vengono costantemente inseriti nelle liste dei luoghi sensibili : “le scelte regionali sul punto sono state assai diversificate” e “non sono infrequenti valutazioni specifiche di singole Regioni (si pensi alle stazioni bus o ferroviarie)”.

E conclude: “Non risulta irragionevole, quindi, neppure la mancata inclusione nell’elenco dei luoghi sensibili di strutture assimilabili alle caserme militari, quali le amministrazioni civili del comparto sicurezza, censurata dal giudice a quo senza neppure illustrare le ragioni per cui tali tipologie di strutture sarebbero assimilabili”. gr/AGIMEG

RdC. L’Aula del Senato e lo sgarbo a Di Maio: non si potranno controllare le spese per il gioco d’azzardo

26 Febbraio 2019 – 15:37 da JAMMA

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini dopo l’approvazione del decreto per il reddito di cittadinanza e “quota 100” a palazzo Chigi, Roma, 17 gennaio 2019 (ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images)

Un altro sogno infranto per il vicepremier Di Maio. Un’altra bugia (come quella della pubblicità sul gioco d’azzardo) che non potrà più essere sbardierata ai quattro venti. L’Aula del Senato ha approvato un emendamento del governo al decretone che recepisce le obiezioni del Garante che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio. La modifica prevede quindi che lo Stato possa monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta Reddito di cittadinanza.

Si tratta di una modifica importante e che in qualche modo smentisce le dichiarazioni del vicepremier di queste settimane quando non ha mancato di illustrare il Reddito di Ciittadinanza spiegando che non potevano essere spesi i soldi per i giochi. Una posizione criticata prima dal Garante e poi ‘sterilizzata’ dall’Aula del Senato.

Nel corso della seduta è poi stato accolto come raccomandazione dal governo, ma non votato, l’ordine del giorno a firma Endrizzi di cui pubblichiamo il testo integrale.

Il Senato,

            in sede di discussione del A.S. 1018 «Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n-4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni»;

        premesso che:

            il comma 6, dell’art. 5 del decreto-legge in esame prevede il divieto di utilizzo del beneficio economico del reddito ovvero della pensione di cittadinanza per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità;

        considerato che:

            tra il 2000 e il 2016, la raccolta complessiva da giochi, indice dell’ampiezza del mercato, è aumentata di cinque volte, passando in termini reali da 20 a circa 96 miliardi di euro, mentre nel 2017 è stata pari a 101,8 miliardi e per il 2018 vi sarebbe un ulteriore sensibile aumento; nello stesso periodo la ricchezza prodotta in Italia si è invece contratta e concentrata;

            ad utilizzare i servizi di azzardo sono in gran parte fasce economicamente deboli: una ricerca diffusa dal Conagga, cercano la sorte con il machine gambling il 66% dei disoccupati, il 47% degli indigenti e il 56% degli appartenenti al ceto medio-basso;

            le associazioni degli avvocati matrimonialisti segnalano aumenti dei divorzi causati dall’azzardo;

            svariate ricerche in ambito minorile indicano che circa un ragazzo su due consuma servizi di azzardo con preferenze per le lotterie istantanee («gratta e vinci») e scommesse sportive. La precoce esposizione all’azzardo aumenta la probabilità di sviluppare patologie correlate, in forme più gravi e difficili da curare;

            già nel 2012 la Consulta Nazionale Antiusura stimava in 70 milioni di giornate lavorative il tempo dedicato all’azzardo a fronte di una raccolta complessiva di circa 80 miliardi;

            il tempo dedicato all’azzardo, la frequenza e la durata delle sedute di azzardo, facilitano sviluppo di assuefazione, compulsività, danni alle relazioni sociali e familiari, perdita di produttività nel lavoro, licenziamenti;

        considerato inoltre che:

            l’articolo 9-quater del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 ha introdotto misure a tutela dei minori prevedendo che l’accesso agli apparecchi di intrattenimento sia consentito esclusivamente mediante l’utilizzo della tessera sanitaria;

            il diritto alla protezione dei dati personali è un diritto fondamentale dell’individuo anche ai sensi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e in quanto tale è necessario che sia garantito;

            i dati personali, contenuti ad esempio nella tessera sanitaria identificano o rendono identificabile una persona fisica e possono fornire dettagli sulle sue caratteristiche, abitudini, stato di salute, situazione economica, stato civile, o comunque dati utili a profilarne comportamenti, inclusi i comportamenti nell’azzardo;

            la disponibilità di «big data» è stata utilizzata dall’industria internazionale per affinare l’efficacia dei software dei prodotti di azzardo al fine di renderli più aggressivi e performanti;

            è necessario escludere ogni possibilità di profilazione delle reazioni dei fruitori di gioco d’azzardo agli stimoli forniti dalle interfacce grafiche, dagli esiti delle puntate e dalle vincite erogate;

            l’espansione del mercato è stata sensibilmente influenzata dal rapido turn over e dalla evoluzione di modalità più efficaci e coinvolgenti; l’innovazione delle modalità di gioco, attraverso la diffusione di internet, ha ampliato le possibilità di effettuare puntate attraverso la rete anche direttamente dai propri dispositivi mobili;

        impegna il Governo a valutare l’opportunità di:

            estendere con misure idonee l’obbligo di utilizzo della tessera sanitaria per tutti i servizi di offerta del gioco d’azzardo, garantendo i diritti di riservatezza sui dati personali ed in ogni caso l’impossibilità di accedere a tali dati da parte di soggetti diversi dal Ministero della Salute;

            introdurre, in sostituzione della tessera sanitaria, l’obbligo di un «tesserino dedicato» per i servizi di gioco d’azzardo, ottenibile su richiesta, dotato di fotografia per ridurre il rischio di cessione a terzi, nonché di un chip elettronico con la possibilità di impostare limiti di orario e limiti di spesa mensile rapportata al reddito dichiarato, incompatibile con i benefici della pensione di cittadinanza o del reddito di cittadinanza.

Marasco (Pres. Logico) ad Agimeg: “Anche dall’ISS allarme su troppi siti illegali di gioco online. Il divieto di pubblicità peggiorerà questa situazione”


26/02/2019 12:46 da AGIMEG

“I dati sul gioco online presentati oggi dall’ISS, come più volte da loro stessi ribadito, non sono rappresentativi della popolazione italiana. Il dato proposto del 17% dei giocatori online a rischio dipendenza va quindi inquadrato nel campione utilizzato dall’Istituto. Come LOGICO pubblicheremo una ricerca che invece è rappresentativa della popolazione italiana”. Ha dichiarato ad Agimeg il Presidente di LOGiCO Moreno Marasco, commentando i dati presentati questa mattina a Roma dall’Istituto Superiore di Sanità – “Il problema del disordine del gioco d’azzardo non va assolutamente sottovalutato. Il sistema regolatorio italiano, guidato da ADM, insieme ai Concessionari sono in prima linea nel contrasto alla ludopatia. Il gioco con vincita in denaro online legale, in questo contesto, offre importanti tutele all’avanguardia a livello mondiale. Occorre estendere tali tutele a tutto il comparto del gioco con vincita in denaro e garantire un’informazione efficace, anche attraverso pubblicità responsabile. La soluzione – ribadiamo – non è affatto un divieto di pubblicità. In tal senso anche la dottoressa Pacifici dell’ISS ha sottolineato che sono ancora molti gli utilizzatori di siti illegali di poker, casinò online e le scommesse finanziarie (c.d. binary options). Togliendo ai concessionari di gioco legale un elemento importante di distinzione, come la pubblicità, dal gioco illegale, di fatto si tutela chi offre gioco con siti privi di regola concessione, senza garanzie per l’utente e nessuna tutela per minori e persone a rischio ludopatia”. lp/AGIMEG

Decreto Scommesse, oltre a cash-out ed errore materiale, sale da 10 a 50mila euro il tetto della vincita massima


25/02/2019 09:00 da AGIMEG

E’ in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale – anticipato da Agimeg nei giorni scorsi – che modifica il regolamento del mercato delle scommesse in Italia. Oltre al tanto atteso cash-out, grazie al quale i bookmaker potranno pagare o rinegoziare una scommessa prima che l’evento sia terminato (in pratica il giocatore, rinunciando ad una parte della possibile vincita, potrà incassare prima), all’errore materiale, attraverso il quale il concessionario potrà richiedere il riconoscimento dello sbaglio di una quota palesemente errata e l’handicap asiatico, novità anche in tema di vincite. Il tetto della riscossione di una vincita sale infatti da 10 a 50mila euro. lp/AGIMEG

Reddito di Cittadinanza, no a verifiche delle spese per il gioco d’azzardo ( e nemmeno sanzioni)


22 Febbraio 2019 – 23:19 da JAMMA

Il testo del decreto del Reddito di Cittadinanza non manca di riservare l’ennesima sorpresa. Il provvedimento approda al voto in Aula del Senato con una ‘leggera’ modifica rispetto alla disposizione che, secondo quanto più volte affermato da Luigi Di Maio, avrebbe impedito di spendere il gioco d’azzardo.

Quanto alle spese, lo Stato potrà monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta per il reddito di cittadinanza. Lo prevede uno dei nove emendamenti che il governo ha preparato in vista dell’esame del decretone in Aula al Senato. La norma recepisce le obiezioni del Garante della privacy, che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio. La versione attuale del testo prevede invece che lo Stato possa verificare il dettaglio delle singole spese effettuate con la Carta.

Nel dossier predisposto dal Servizio Studi del Senato viene precisato che:

‘Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze) possono essere individuate ulteriori esigenze da soddisfare attraverso la Carta Rdc, nonché diversi limiti di importo per i prelievi di contante. In ogni caso, è vietato utilizzare il beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità; riguardo a tale divieto, il testo del comma 6 fa riferimento alla finalità di contrastare fenomeni di ludopatia, mentre l’emendamento 5.64, approvato dalla 11a Commissione in sede referente, propone di far riferimento alla finalità di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza del disturbo da gioco d’azzardo (DGA). Non sono previste, in ogni caso, procedure di verifica dell’utilizzo del contante né sanzioni relative al suddetto divieto.

Mafiabet, sequestro da 5 milioni in provincia di Trapani

Arrestati dai Carabinieri tre imprenditori che imponevano apparecchi da gioco con metodi mafiosi, sequestrati beni per 5 milioni di euro.

Obbligavano vari esercizi commerciali ad installare gli apparecchi di gioco delle proprie società, minacciando pesanti ritorsioni.

Per questo motivo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, della Compagnia di Mazara del Vallo e del Ros hanno tratto in arresto, in esecuzione del fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica -Dda di Palermo tre imprenditori, fra cui il gestore di un centro scommesse a Campobello di Mazara.

Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e altro. In corso anche un ingente sequestro di beni (circa 5 milioni euro) nei confronti degli indagati, “finalizzato alla confisca e disposto dalla Procura di Palermo nei confronti di 8 società e imprese individuali, e relativo compendio societario, che gestivano non solo giochi online, ma anche esercizi commerciali quali tabacchini, autonoleggi, bar, nonché società di servizi. Di fatto uno degli imprenditori di recente aveva differenziato e ampliato gli investimenti, acquistando anche società di scommesse sull’isola di Malta”. “Le indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura della Repubblica – Dda- di Palermo hanno permesso di monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di uno di loro nel mondo delle scommesse e giochi online. Ascesa favorita in tutto e per tutto dagli affiliati ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo”, si legge in un comunicato relativo all’operazione, denominata “Mafiabet”, diramato dalle forze dell’ordine.   Due di loro “gestivano la cassa dell’associazione mafiosa in questo settore imprenditoriale, occupandosi del sostentamento, relativo alle spese legali e alle altre necessità del boss detenuto, nonché del finanziamento dei vertici delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Castelvetrano. In particolare, il gestore del centro scommesse rappresentava l’anello di congiunzione operativo tra il boss e la famiglia di Castelvetrano, in quanto particolarmente vicino al cognato del latitante Matteo Messina Denaro. Era lui a veicolare messaggi e informazioni fra i rispettivi componenti delle famiglie mafiose e organizzava incontri fra i sodali, salvaguardandone la riservatezza. Inoltre assumeva la gestione di un centro scommesse e consegnava somme di denaro ricavate dall’attività di raccolta delle scommesse al sostentamento delle famiglie mafiose”.   “Gli esercizi che accettavano il monopolio facente capo a Cosa Nostra, potevano godere della ‘protezione’ dei mafiosi pronti a punire chi, tra la delinquenza comune, prendeva di mira quegli esercizi commerciali. Così accadeva con un bar di Petrosino, che aveva subito un furto proprio di macchinette per giochi riferibili alle società degli imprenditori arrestati. Cosa Nostra individuava il responsabile del furto e, tramite il referente mafioso di quel luogo, provvedeva alla punizione del presunto reo, colpevole di aver danneggiato un esercizio che già aveva pagato la protezione dell’associazione mafiosa”, si legge ancora nella nota dei Carabinieri.   Parte dei proventi economici di tali attività imprenditoriali venivano destinate al sostentamento delle famiglie mafiose di Castelvetrano, di Campobello di Mazara e di Mazara del Vallo, garantendo il costante collegamento fra queste famiglie, i cui vertici sono stati tratti in arresto nell’operazione, sempre della Dda di Palermo, “Anno zero” dello scorso mese di aprile.   È indagato anche un deputato regionale per corruzione elettorale, a cui i Carabinieri hanno notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio innanzi ai Pm. Due degli imprenditori, “in ossequio alle disposizioni impartite dal carcere, supportavano la candidatura del politico locale alle elezioni regionali, promettendo e somministrando generi alimentari a cittadini del luogo in cambio della promessa di voto. I due imprenditori non erano infatti disinteressati alle competizioni elettorali. Gli stessi erano esponenti di primo piano del movimento politico ‘Io amo Campobello’ e uno dei due in passato era stato anche consigliere comunale. Il sodalizio riusciva ad orientare, grazie all’ampio potere economico esercitato, la libera espressione della preferenza elettorale, in ciò realizzando proprio uno degli scopi dell’associazione mafiosa”.

Oscar 2019: la vittoria di Bradley Cooper come “Miglior Attore” si gioca a 25.00 su Betaland


22/02/2019 14:21 da AGIMEG

L’Oscar al miglior attore (Academy Award for Best Actor in a Leading Role) è un premio cinematografico assegnato all’attore votato come migliore dalla Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’ente che assegna gli Academy Awards, i celebri premi conosciuti in Italia come premi Oscar. Come per gli altri premi Oscar, viene assegnato nel corso di una cerimonia che si svolge in un teatro di Hollywood. Dal 2002 la cerimonia di premiazione si svolge all’interno del Kodak Theatre di Hollywood. In lavagna Betaland il vincitore nella categoria “Miglior attore” di quest’anno è Rami Malek, in “Bohemian Rhapsody”, a quota 1.17, segue Christian Bale, con la sua interpretazione in “Vice”, a 6.00. Mentre a quota 25.00 c’è Bradley Cooper, con “A Star Is Born”, in cui ha recitato in coppia con Lady Gaga. La vittoria di Viggo Mortensen, con “Green Book”, è a 40.00, infine quella di William Defoe, con “At Eterrnity’s Gate”, si gioca a 80.00. mo/AGIMEG

Betaland valuta proposte di collaborazione per ampliare la propria rete commerciale


da AGIMEG 22/02/2019 15:54

OIA Service, titolare dei marchi Betaland e Enjoybet. vuole ampliare la propria rete commerciale per il fisico ed il telematico, promuovendo la propria offerta di gioco che, da più di due anni, è tra le più apprezzate del mercato italiano regolamentato.

Ripristinata la completa operatività dell’azienda, OIA Services vuole valutare proposte di collaborazione con potenziali partner per la promozione dei propri prodotti nel territorio nazionale.

I soggetti – si legge in una nota – dovranno rispettare i requisiti reputazionali disposti dalle normative vigenti ed assicurare sempre il totale rispetto delle procedure aziendali, in coerenza con le disposizioni in materia di gioco regolato.

Le proposte dovranno pervenire alla casella email “commerciale@oiaserv.com” e saranno vagliate dall’azienda in tempi brevi. I partner selezionati potranno beneficiare delle promozioni lanciate da OIA Services LTD a partire dal 1° marzo in attuazione della rinnovata strategia di sviluppo commerciale recentemente annunciata. lp/AGIMEG

Di Maio: “Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”


21Febbraio 2019 – 11:05 da JAMMA

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”. E’ la precisazione del vicepremier Luigi Di Maio nel momento in cui si è trovato faccia a faccia con gli operatori dell’apparecchio da intrattenimento arrivati ieri a Roma per manifestare davanti a Montecitorio e per chiedere di essere ascoltati dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro.

Una ‘apertura’, potremmo dire, rispetto al netto rifiuto, e peggio ancora, all’indifferrenza che nei mesi scorso il leader dei Cinque Stelle ha deciso di riservare al comparto, invece è stata la rassicurazione dello stesso circa il fatto che ‘troverà’ il tempo di ricevere una delegazione degli operatori del settore ( anche se non si sa quando).

Il problema, a dire il vero, resta comunque la determinazione con la quale Di Maio, e quindi molti esponenti del Parlamento riconducibili allo stesso Gruppo, pare non vogliano capire le ragioni del settore.

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”. Ma la domanda che ci facciamo è: qual è esattamente l’idea Di Maio? Forse quella che gli è stata propinata qualche anno fa attraverso un corso intensivo (era nel 2013) di aggiornamento sul gioco per mezzo di un centinaio di slide messe a punto da Matteo Iori? O gli ‘studi’ (assai discutibili) sul fenomeno del gioco patologico con cui si è alimentata la campagna contro il gioco legale?

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”, ricorda Di Maio, e noi ci chiediamo se questa non sia l’ultima e la sola convinzione sulla quale il vicepremier ha scelto di non arretrare di un passo.

Non per fare becera politica da social ma, è il caso di ricordarlo, su altre questioni il M5S, in meno di un anno ha rivisto molte delle sue posizioni. Per esempio quella

“Tutto in streaming”, e “Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa”, prima di affinare, come è successo ieri, la tecnica del ‘con i giornalisti non parlo”. Poi “Mai alleanze con i partiti” (con specifica menzione alla Lega). “Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati”. “Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva”, “Mai in televisione”, “Esame di Diritto Costituzionale per tutte le cariche elettive”, “Fuori dall’Euro”(prima di mandare Conte a Bruxelles), “Massimo due mandati, poi a casa”, “Si possono trovare 30 miliardi col primo decreto al primo consiglio dei ministri” (per poi ricorrere ai giochi per garantire le entrate per il reddito di cittadinanza e la manovra economica 2019), “Nessun Indagato”, “Fuori i partiti dalla RAI!”, “No al TAV”, “Niente F35 acquistati”, “Mai più condoni”, “L’immunità parlamentare è un privilegio. Va abolita”.

Insomma di cose sui cui Di Maio si è ricreduto ce ne sono. Faccia uno sforzo, si lasci spiegare come funziona il gioco legale, magari affidandosi ai dossier presenti sul sito web della Camera o del Senato (e lasciando perdere i corsi di aggiornamento su commissione). mc