Cliccando sui link in fondo al testo è possibile visualizzare le
tabelle riportanti la raccolta, le vincite, la spesa e l’Erario sul
mercato del gioco, relativo al 2017, divisi per ognuno degli oltre 8.000
comuni italiani.
I dati sono stati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
ROMA – Apparecchi di gioco più sicuri che
ridurranno i rischi di accesso da parte dei minorenni. È l’obiettivo del
decreto tecnico che introduce la tessera sanitaria sulle attuali
265mila slot, previsto dal decreto Dignità e inviato dal Ministero dello
sviluppo economico alla Commissione Europea per l’esame degli aspetti
tecnici. Il decreto resterà in “stand still” – il periodo di tre mesi in
cui la Commissione Ue e gli altri Stati membri possono presentare
eventuali osservazioni – fino al prossimo 14 maggio. Ogni apparecchio
sarà predisposto per “leggere” la tessera sanitaria e verificare la
maggiore età dei giocatori (senza però memorizzare le informazioni
estratte) e solo una volta accertata l’età sarà possibile giocare. Sarà
obbligatorio l’obbligo di una nuova verifica della maggiore età del
giocatore trascorsi 15 minuti dall’accertamento e comunque ogni volta
che la tessera sanitaria viene estratta dal dispositivo di lettura.
L’avvio della nuova generazione di apparecchi con tessera sanitaria è
stato fissato dalla legge di bilancio per il 1° gennaio 2020. LL/Agipro
ROMA – La Direzione Distrettuale Antimafia di
Catania ha notificato a 61 persone l’avviso di chiusura indagini
nell’ambito dell’operazione “Galassia” contro le infiltrazioni mafiose
nelle scommesse online. Il blitz degli investigatori, condotto a metà
novembre insieme alle Procure di Reggio Calabria e Bari, aveva portato
in Sicilia a 28 arresti, molti dei quali riferiti ad appartenenti ai
clan Cappello e Santapaola-Ercolano, e al sequestro di beni per circa 70
milioni di euro, in Italia e all’estero, oltre a 46 agenzie di
scommesse e internet point nelle province di Catania, Messina, Siracusa,
Caltanissetta e Ragusa. I reati contestati ai 61 indagati dai Pm
Antonella Barrera e Barbara Laudani vanno dall’associazione a delinquere
di stampo mafioso all’esercizio abusivo di attività di gioco e
scommesse, dalla truffa aggravata ai danni dello Stato al riciclaggio e
all’autoriciclaggio. Tra le accuse, anche l’intestazione fittizia di
beni attraverso l’illecito esercizio dell’attività di giochi e scommesse
a distanza, riconducibili a società operanti all’estero
(Albania,Romania e Malta) in violazione della normativa fiscale e di
settore, attraverso la creazione di diverse reti di gioco “on line”
finalizzate alla raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi ed al
gioco d’azzardo, con la creazione di siti con estensione “.com”.
Tra le persone raggiunte dall’avviso – che Agipronews ha potuto visionare – anche il collaboratore di giustizia Fabio Lanzafame, attualmente assistito dal Servizio Centrale di protezione di Roma: proprio grazie alle dettagliate dichiarazioni rese agli investigatori, la Procura ha potuto ricostruire l’intero business criminale. Il manager – scrivono i Pm antimafia di Catania – «ideava e forniva l’apparato tecnico ed informatico necessario per organizzare e gestire il lucroso settore delle “scommesse online”, mettendo a disposizione dei clan i suoi collaboratori e riconoscendo alle organizzazioni una percentuale fissa pari al 5% sugli introiti connessi alle scommesse online». Nelle prossime settimane, la procura Antimafia catanese procederà con le richieste di rinvio a giudizio indirizzate al Giudice per le indagini preliminari.