Sarà il derby Salernitana-Benevento ad aprire stasera la quarta
giornata di ritorno del campionato cadetto. I quotisti Intralot
propongono l’1 a 3,55, l’X a 3,00 e la vittoria dei giallorossi a 2,25.
Domani pomeriggio, invece, al Curi andrà in scena Perugia-Palermo. È una
trasferta
insidiosa scesi al secondo posto dopo la sconfitta con la Cremonese;
nella lavagna Intralot il segno 1 è 2,50, l’X a 3,00 ed il 2 a 3,05. Tra
le sfide interessanti anche Cittadella-Spezia, sconto diretto nella
zona play off. La vittoria dei veneti è data a 2,20, l’X a 3,05 e il 2 a
3,60. In serata al Rigamonti sarà la volta di Brescia-Carpi. Le
Rondinelle, ora in testa alla classifica, partono favorite nei confronti
dei Falconi: 1 a 1,45, X a 4,00, 2 a 8,30. Domenica spicca la sfida
nella parte bassa della classifica Livorno-Cosenza. I bookie Intralot
offrono l’1 a 2,20, l’X a 3,00 e l’affermazione dei rosso-blu a 3,65. Il
posticipo invece vedrà scendere in campo Hellas Verona-Crotone. Il
pronostico pende dalla parte degli Scaligeri: l’1 è stabilito a 2,10,
l’X a 3,10 e il successo dei Pitagorici a 3,85. Il Monday Night
Venezia-Lecce chiude il turno. I bookmaker Intralot annunciano una sfida
piuttosto equilibrata: 1 a 2,65, X a 2,95, 2 a 2,90. Tutte le quote
sono su http://www.intralot.it. lp/AGIMEG
SKS365, tra gli operatori leader
del mercato italiano del betting, ha ufficializzato la nomina di Bepi
Pezzulli, come nuovo General Counsel. Avvocato, Solicitor a Londra e
Attorney at Law a New York, ha maturato competenze ed esperienza
professionale tra Europa e Stati Uniti, nei settori finance, tech e
media. Pezzulli gestirà l’intera funzione legale di SKS365, operando da
consigliere strategico del management dell’azienda. “SKS365 è un’azienda
di avanguardia. Qui la funzione legale ha la missione di contribuire
alle efficienze operative. Come direttore legale avrò la possibilità di
dimostrare che legal, compliance and business ethics producono valore
per gli azionisti” ha commentato Pezzulli. “Ci aspetta un anno
emozionante in SKS365 ed è con immenso piacere che do il benvenuto, a
nome di tutto il management dell’azienda, a Bepi Pezzulli – ha
commentato Francesco Gaziano, Chief Marketing Officer di SKS365 – Un
altissimo profilo professionale che porta con sé una ricchezza in
termini di esperienza, sia da un punto di vista legale sia commerciale,
che si rivelerà inestimabile per il nuovo corso aziendale.” L’arrivo di
Pezzulli è uno dei tanti colpi messi a segno dalla nuova SKS365 che, con
il recente lancio della brand identity rinnovata, si conferma al centro
di un percorso di evoluzione che investe tutti gli ambiti aziendali, e
che contribuisce ad identificarla come una delle principali e più
affidabili realtà del mercato del betting made in Italy. cdn/AGIMEG
Kendrick Lamar sembra destinato a prendersi ancora la scena ai Grammy.
Tra le categorie nelle quali potrebbe emergere il rapper statunitense
c’è quella dell’Album Dell’Anno. L’artista ha prodotto la colonna sonora
di Black Panther, con i 14 brani della colonna sonora ufficiale del
film di Ryan Coogler. I bookmaker danno grande fiducia a Kendrick Lemar e
lo danno vincente a 2,75. Tra le alternative però spicca Kacey
Musgraves che a quota 4,50 ha chance di vincere. Sul podio anche Janelle
Monae a 6,00. lp/AGIMEG
ROMA – «Il reddito di cittadinanza viene
finanziato in deficit, quando il Paese sta vivendo una fase di
recessione economica, e la decisione di innalzare la tassazione sul
settore dei giochi mette a repentaglio la sopravvivenza delle aziende
che vi operano». Lo ha detto la senatrice Roberta Toffanin (FI),
intervenendo in Commissione Lavoro nel corso dell’esame sul Decretone su
reddito di cittadinanza e quota 100.
MSC/Agipro
L’Ad
di Snaitech, Fabio Schiavolin, intervistato da Gioco News all’Ice di
Londra, chiede di fermare la frammentazione di leggi e regolamenti sul
gioco.
Londra – “Per garantire una reale tutela dei consumatori e una continuità erariale per lo Stato occorre adottare un approccio sistemico, non misure parziali e per lo più fiscali come avvenuto finora”.
Ne è convinto Fabio Schiavolin, amministratore delegato di Snaitech,
che dalla fiera Ice di Londra analizza con GiocoNews.it la situazione
in cui si trova il comparto italiano. Con uno sguardo al futuro, anche
rispetto al proprio gruppo.
Alla luce degli ultimi sviluppi
legislativi e delle misure prese nei confronti del gioco è preoccupato
per il futuro del settore?
“Più che per le
recenti misure e per i provvedimenti in sé, ciò che mi preoccupa è la
mancanza di un approccio sistemico al settore del gioco pubblico, di
straordinaria importanza non solo in termini di gettito e di occupazione
ma anche di sensibilità, preparazione e competenza investiti sul
prodotto. Si tratta di una riserva dello Stato, che ha affidato la
gestione del settore ai concessionari, i quali in questi anni hanno
fatto investimenti notevoli. Approccio sistemico vuol dire, ad esempio, risolvere il problema del riordino dei giochi sul territorio,
tema ancora oggi tra i più urgenti. Abbiamo una frammentazione di leggi
e regolamenti a livello locale spesso in totale conflitto con le norme
centrali e con le obbligazioni previste dalle concessioni, cosa che
rende impossibile una pianificazione per i
concessionari e un corretto rapporto con il territorio. Fondamentale,
poi, affrontare nel modo opportuno il tema della dipendenza da gioco. Siamo
convinti che la sicurezza dei giocatori e la tutela della legalità
possano e debbano essere affrontati e garantiti al meglio dai
concessionari, ma perché ciò avvenga c’è bisogno che lo Stato faccia la
sua parte dando al settore il giusto riconoscimento e la dignità che
merita. Auspichiamo quindi che si arrivi a un momento di
razionalizzazione in cui il tema del gioco venga affrontato in maniera
globale e non soltanto attraverso misure parziali e per lo più fiscali”.
Che impatto ha sul settore e sulle imprese il divieto totale di pubblicità disposto dal decreto Dignità?
“L’impatto è forte
soprattutto per le società di gioco che operano unicamente sul canale
online, che non hanno quindi altre opportunità e modi diversi per
comunicare il loro marchio e il loro prodotto. Noi siamo convinti che
sarebbe stato più indicato continuare sulla strada del codice di autoregolamentazione siglato con lo Iap per
la pubblicità dei giochi perché un divieto totale e, quindi, un
approccio proibizionista, non risolve il problema in termini di
dipendenza e, anzi, rischia di aumentare ulteriormente la mancanza di
tutela per i consumatori che non avranno più strumenti per riconoscere
un operatore legale da uno illegale”.
Guardando in casa Snaitech: come procede l’integrazione con Playtech e quali cambiamenti comporterà nel futuro per l’azienda?
“L’integrazione
procede al meglio e siamo orgogliosi di essere parte di un gruppo così
dinamico, giovane e innovativo, anche a livello internazionale, come si è
percepito in maniera evidente anche in questi giorni alla fiera di
Londra. Pensiamo che Playtech rappresenti una fonte enorme di opportunità anche nello sviluppo dell’attività ‘B2C’ di Snaitech.
All’interno del gruppo noi rappresentiamo uno degli attori principali
nelle dinamiche produttive e questo ci dà soddisfazione perché significa
contribuire positivamente ai risultati globali e legittimare anche le
valutazioni positive che erano state fatte nei nostri confronti.
Riteniamo che l’esperienza e le piattaforme di Playtech contribuiranno a
mantenere la nostra leadership nel mercato italiano”.
“Aumentare le tasse, le restrizioni sulle pubblicità sono elementi
che non incoraggiano nuovi operatori a fare investimenti in Italia.
Agire sui divieti è poco efficace perché crea spazio a chi i divieti li
elude”. È quanto dichiarato ad Agimeg da Carmelo Mazza, ceo di Betaland.
“Gli interventi normativi che abbiamo avuto nell’ultimo periodo non mi
pare l’abituale attenzione e cautela nei confronti di un settore
complesso e che necessita di competenze specifiche per poter essere
modificato in termini di regolazione. Quello che è venuto fuori ieri
dalla Commissione Bilancio è serio perché smonta non solo i numeri, ma
anche una serie di assunzioni che venivano fatte sulla dinamica del
settore. Evidentemente la Commissione bilancio ha ritenuto che
l’economia del settore è differente da quella che immagina il Governo”.
Per quanto riguarda la penalizzazione nei confronti del settore online,
sia con il divieto di pubblicità, sia con l’aumento della tassazione e
considerando che a Londra due colossi internazionali Pinnacle e 1xbet,
valutano di ripensare all’entrata in Italia, Mazza afferma che: “Questi
sono i primi segnali di un raffreddamento di interesse verso l’ingresso
di operatori che non sono ora presenti sul mercato. Aumentare le tasse e
le restrizioni sulle pubblicità sono elementi che tendono a favorire
chi nel settore già opera elevando barriere all’entrata. A chi vuole
entrare nel mercato italiano in grande stile resta quindi la sola
alternativa delle acquisizioni. L’impatto che avranno le restrizioni
della pubblicità sul settore non sarà immediato mentre quello della
tassazione inciderà subito sui conti delle aziende. In generale se
l’intenzione è ridurre il perimetro operativo del gioco online, forse
varrebbe la pena dirlo esplicitamente, ma agire sui divieti è poco
efficace perché crea spazio a chi i divieti li può eludere. Sul medio e
lungo termine immagino che il settore sarà penalizzato in termini di
redditività. Si affermeranno modelli di business che ancor di più
faranno leva sulla rete fisica. Sulla situazione attuale di Betaland,
Mazza conclude che: “siamo riusciti ad ottenere il ripristino completo
dell’operatività dell’azienda sia per il fisico che online a conferma
della legittimità delle nostre modalità operative. Continuiamo quindi ad
essere presenti sul mercato con la nostra offerta nel pieno rispetto
della legalità e delle linee guida dell’autorità giudiziaria con le cui
altissime professionalità collaboriamo costantemente. Siamo fiduciosi di
chiarire tutte le questioni nelle sedi opportune e colgo l’occasione
per ringraziare l’intera filiera che è rimasta senza eccezioni legata al
nostro brand nonostante le lusinghe di una concorrenza molto rapace”.
lp/AGIMEG
Il Tar Lazio ha respinto –
tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Adm per
l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota
dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli avente ad oggetto la decadenza
della concessione (…) per l’esercizio della raccolta dei giochi pubblici
di cui all’art. 38, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223
convertito con modificazioni e integrazioni dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248; delle presupposte note dell’Agenzia del 9 agosto 2018 prot. n.
139545, con la quale veniva comunicato l’avvio di un nuovo procedimento
di decadenza della concessione (…), assorbente l’avvio del procedimento
intrapreso con la precedente nota per mancato rispetto dell’obbligo di
adeguamento della garanzia prestata nonché per la rilevante esposizione
debitoria; ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale.
Per il Tar: “Ritenuto, a un primo sommario esame, che
il ricorso non presenti sufficienti profili di possibile fondatezza, in
quanto l’adeguamento della garanzia in modo rispondente a tutti i
requisiti prescritti risulta essere avvenuto soltanto dopo la scadenza
del termine fissato e a seguito di reiterate richieste dell’Agenzia, e
in quanto, inoltre, il mancato tempestivo pagamento dell’imposta unica
appare rientrare fra le cause di decadenza della concessione, ai sensi
dell’articolo 23, comma 2, lett. d), della relativa convenzione,
previsione che risulta richiamata nel provvedimento impugnato; ritenuti,
pertanto, insussistenti i presupposti per accogliere la misura
cautelare richiesta; ritenuto di dover condannare la ricorrente alla
rifusione delle spese della presente fase cautelare nei confronti
dell’Amministrazione resistente, nella misura indicata nel dispositivo;
il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda)
respinge l’istanza cautelare. Condanna la ricorrente al pagamento, nei
confronti dell’Amministrazione resistente, delle spese della presente
fase cautelare, che liquida nell’importo di euro 700,00 (settecento/00),
oltre accessori di legge”.
Da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il
10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni, quindi non
c’è nessun riscontro alle stime sull’aumento dell’aliquota; inoltre
questa misura potrebbe comportare una diminuzione di altre tasse che non
viene considerata in alcun modo. “Tutti questi elementi, opportunamente
quantificati, consentivano di ridurre di circa la metà la stima di
maggior gettito ipotizzata in partenza”. E’ la dura presa di posizione
del Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina
le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza.
“Non è stata indicata in RT, né è disponibile, la banca dati dalla quale
si possa riscontrare che la ritenuta sulle vincite conseguite dal gioco
“10eLotto” è stata pari, per il 2018, a circa 350 mln di euro. Nel
merito, andrebbe confermato che il citato ammontare di ritenute sia
ascrivibile esclusivamente al “10eLotto”, e non anche ad altri giochi
numerici a quota fissa (ad esempio il Lotto) in quanto per essi la
ritenuta resta ferma all’8%”, sottolinea il Servizio Bilancio. Che
sottolinea poi come già nel 2017 si fosse aumetata l’aliquota della
tassa sulle vincite, in quell’occasione si sottolineava che “del totale
del prelievo sulle vincite pari a 395 mln di euro, oltre 300 mln di euro
provenivano dal gioco del Lotto. Tuttavia non erano state fornite nel
contempo ulteriori specificazioni o elementi informativi in merito al
fatto se per gioco del Lotto si intendessero anche gli altri giochi
numerici a quota fissa – e pertanto anche il gettito riveniente dagli
stessi – o soltanto il gioco del Lotto propriamente inteso”. IL Servizio
Bilancio ricorda che quel dato trova un riscontro nei dati “forniti dal
Governo in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare”, in cui
si affermava che “in conseguenza dell’applicazione della nuova aliquota
dell’8% all’importo delle vincite per l’anno 2016 – è possibile
ricostruire il valore di gettito atteso: pari a circa 400 mln di euro
per il gioco del Lotto”. In sostanza -per poter confermare che l’aumento
del prelievo stabilito con il decreto su quota 100 e reddito di
cittadinanza porterà nelle casse dello Stato 131 milioni – il Governo
deve chiarire “l’ammontare delle entrate ascrivibili al solo gioco del
“10eLotto”. E ancora il Servizio Bilancio ricorda che – all’epoca del
primo aumento di aliquota nel 2017 – il Governo “prudenzialmente, aveva
ipotizzato una riduzione della raccolta (pari a circa il 2%)”. E questo,
a catena, comprotava una diminuzione degli introiti di altre tasse: una
diminuzione di gettito a titolo di provento dal gioco del Lotto; una
connessa riduzione di gettito a titolo di IRES ed IRAP per effetto dei
minori ricavi per ricevitori e per concessionari; una conseguente
diminuzione del gettito da ritenta sulle vincite per effetto di una loro
contrazione”. Invece “La RT annessa al decreto-legge in commento non
considera tutte queste componenti sostenendo che, poiché il “10eLotto”
segna costantemente un incremento di raccolta, l’aumento dell’aliquota
della ritenuta sulle vincite non possa determinare una flessione della
domanda, ma semmai un rallentamento della crescita. Si tratta di un
assunto che potrebbe non esprimere l’utilizzo di un approccio
prudenziale: anche se l’ipotesi di cui alla RT fosse riscontrata
ex-post, non può non considerarsi valida la conseguenza, in termini di
ricadute sul gettito, che produrrebbe l’aumento della ritenuta sui
ricavi in capo ai ricevitori ed ai concessionari: in caso di
rallentamento della crescita della domanda gli stessi potrebbero vedere
diminuiti i propri ricavi e conseguentemente i risultati economici di
gestione, con possibili contrazioni in termini di imposte dirette ed
IRAP, nonché di occupazione”. E ancora, “la RT non sembra considerare in
alcun modo i possibili effetti in termini di minori incassi erariali
derivanti dalle politiche, perseguite dagli enti locali, che contemplano
misure restrittive su tutti i giochi” per contrastareil gioco d’azzardo
patologico. “Appare quindi opportuno un approfondimento sul punto”.
Servizio Bilancio: le slot potrebbero subire un contraccolpo superiore alle stime del Governo
Il Governo confermi di aver fatto una stima prudente sul calo della
raccolta delle slot che determinerà il taglio della quota delle vincite.
Lo chiede il Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui
esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di
cittadinanza. In sostanza il calo delle giocate potrebbe essere
superiore alle attese, visto che “il settore degli apparecchi da
divertimento ed intrattenimento è un mercato in contrazione anche per
effetto delle ricordate leggi regionali, applicate dagli enti locali,
che recano di fatto forti limitazioni al gioco; molte sono le
disposizioni che si sono succedute nel recente passato tutte tra loro
sovrapposte e volte ad introdurre incrementi del PREU sui dispositivi
AWP; infine per detti apparecchi sarà previsto l’utilizzo della tessera
sanitaria così come disciplinato dal comma 4 del presente articolo, con
possibili riflessi in termini di volumi di gioco” rg/AGIMEG
Decretone, Servizio Bilancio: nessun fondamento per i benefici che produrrà la lotta all’illegale
L’aumento del gettito fiscale che produrrà la stretta sul gioco
illegale è stato quantificato “senza però fornire alcuna ipotesi a
supporto”. “Per motivi di prudenza”, il Governo avrebbe fatto meglio a
non mettere in bilancio queste somme in anticipo. Lo scrive il Servizio
Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure
contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. IL
Servizio spiega infatti che il Governo avanza due percentuali: “si
tratta del 10%, che rappresenterebbe l’aumento ipotizzato del volume di
affari degli operatori legali a scapito di quelli illegali, e del 20%
(in proposito non si rinviene alcuna informazione quale, ad esempio, se
il dato sia riferibile alla percentuale media di imposte dirette ed IRAP
gravante sugli operatori del settore, al maggior gettito riveniente da
ritenute sulle vincite, all’incremento dei proventi per l’Erario etc)”. E
quindi sottolinea che “la stima del pertinente recupero di gettito
presenta un tasso di aleatorietà elevato che, per motivi di prudenza,
dovrebbe indurre a non contabilizzare ex ante tali somme a copertura di
oneri certi in ordine all’an ed al quantum”. Inoltre, le sanzioni, “per
loro natura, dovrebbero dar luogo ad un recupero di gettito tendente a
diminuire nel tempo proprio in ragione dell’effetto deterrente associato
alle stesse. Inoltre, di norma, i piani di controllo e di azione
repressiva di pratiche illegali richiedono tempi tecnici di
implementazione che si riflettono sulla tempistica del recupero di
gettito associato”. In sostanza, il giro di vite sull’illegale
determinerà “un incasso verosimilmente di valore non costante negli anni
ma soprattutto non imputabile sin dal primo periodo di applicazione
della nuova disciplina”. Invece, “la RT giunge ad ipotizzare sin dal
primo anno ed a regime un valore costante nel tempo, pari al totale del
recupero di gettito derivante dall’applicazione dei commi 6 e 7, ossia
65 mln di euro. In considerazione di quanto sopra rappresentato appaiono
necessari chiarimenti”. rg/AGIMEG