- Febbraio 28, 2019
- Scritto da Cesare Antonini da GIOCOnews


Il Codacons denuncia il giornalista La7 Giovanni Floris per induzione al gioco d’azzardo ma il Servizio Studi di Camera e Senato chiarisce come saranno spesi i soldi del RdC.
Il Codacons denuncia il giornalista Giovanni Floris di La7 alla procura della Repubblica per “induzione al gioco d’azzardo” ma è lo stesso servizio studi di Camera e Senato a chiarire che il divieto di spendere i soldi erogati dello Stato in gambling pubblico, sembra di fatto inapplicabile e non ci saranno controlli.
Ecco cosa dice la norma: “La card sul reddito di cittadinanza non
si potrà usare per giocare, questo con la ” finalità di prevenire e
contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza del disturbo da
gioco d’azzardo (Dga)“, dispone l’articolo 5 del decreto che regola la misura del governo.
E poi la specifica:
“Per quanto riguarda la disposizione sul divieto di utilizzo della card
al gioco, prevista dall’articolo 5, c’è da ricordare che il Servizio
Studi ha evidenziato che “non sono previste, in ogni caso, procedure di verifica dell’utilizzo del contante né sanzioni relative al suddetto divieto”.
Non
si capisce, quindi, l’effettiva utilità dell’articolo 5 del Reddito di
Cittadinanza, ma soprattutto emerge l’inapplicabilità della norma anche
per questioni di privacy.
Anche l’attacco del Codacons al giornalista Floris non sembra
trovare appigli normativi e non si ravvede nessuna ipotesi di reato.
“Nel programma di La7 “dimartedì”, Giovanni Floris ha proposto un
servizio sulle modalità per aggirare i paletti fissati dalla misura
governativa in tema di reddito di cittadinanza, in particolare
illustrando le possibilità per eludere il divieto di utilizzo del
sussidio per il gioco d’azzardo – spiega il codacons nell’esposto – nel
filmato sarebbe stato illustrato come, tramite un escamotage tra carte
di credito, sia possibile aggirare il divieto di utilizzo del sussidio,
mostrando i vari passaggi da compiere per arrivare all’acquisto di un
gratta & vinci con i soldi della sovvenzione governativa”. E il
Codacons attacca: “Quanto riportato nel filmato non solo è contrario a
quanto imposto dal vicepremier Luigi Di Maio che, nei giorni scorsi,
aveva tuonato contro la diffusione in tv di informazioni sulle modalità
di raggiro delle norme sul reddito di cittadinanza, ma avrebbe di fatto
agevolato l’utilizzo del sussidio in favore del gioco d’azzardo”.
L’informazione giornalistica fornita da Floris è legittima. E non esiste nessuna norma che vieta l’induzione ad un gioco legale come quello pubblico. Esiste, ovviamente, il divieto di pubblicità introdotto col decreto Dignità.
Anzi, il Codacons, non considera le argomentazioni del Servizio Studi
quando dice che “il video potrebbe essersi quindi tradotto in una sorta
di induzione a eludere e raggirare le norme sul reddito di cittadinanza
con una possibile frode ai danni dello stato e un danno economico
evidente ed elevatissimo per la collettività – prosegue l’associazione –
per tale motivo abbiamo deciso di chiedere alla procura di roma se la
decisione di Floris di trasmettere il servizio in questione possa
configurare l’induzione al gioco d’azzardo o una qualsiasi forma di
favoreggiamento a delinquere”. Ma, si ribadisce che non esisteranno né controlli né sanzioni.
