Di Maio: “Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”


21Febbraio 2019 – 11:05 da JAMMA

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”. E’ la precisazione del vicepremier Luigi Di Maio nel momento in cui si è trovato faccia a faccia con gli operatori dell’apparecchio da intrattenimento arrivati ieri a Roma per manifestare davanti a Montecitorio e per chiedere di essere ascoltati dal ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro.

Una ‘apertura’, potremmo dire, rispetto al netto rifiuto, e peggio ancora, all’indifferrenza che nei mesi scorso il leader dei Cinque Stelle ha deciso di riservare al comparto, invece è stata la rassicurazione dello stesso circa il fatto che ‘troverà’ il tempo di ricevere una delegazione degli operatori del settore ( anche se non si sa quando).

Il problema, a dire il vero, resta comunque la determinazione con la quale Di Maio, e quindi molti esponenti del Parlamento riconducibili allo stesso Gruppo, pare non vogliano capire le ragioni del settore.

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”. Ma la domanda che ci facciamo è: qual è esattamente l’idea Di Maio? Forse quella che gli è stata propinata qualche anno fa attraverso un corso intensivo (era nel 2013) di aggiornamento sul gioco per mezzo di un centinaio di slide messe a punto da Matteo Iori? O gli ‘studi’ (assai discutibili) sul fenomeno del gioco patologico con cui si è alimentata la campagna contro il gioco legale?

“Sul gioco d’azzardo resto della mia idea”, ricorda Di Maio, e noi ci chiediamo se questa non sia l’ultima e la sola convinzione sulla quale il vicepremier ha scelto di non arretrare di un passo.

Non per fare becera politica da social ma, è il caso di ricordarlo, su altre questioni il M5S, in meno di un anno ha rivisto molte delle sue posizioni. Per esempio quella

“Tutto in streaming”, e “Siamo ultimi nella classifica della libertà di stampa”, prima di affinare, come è successo ieri, la tecnica del ‘con i giornalisti non parlo”. Poi “Mai alleanze con i partiti” (con specifica menzione alla Lega). “Tutti gli stipendi e le restituzioni rendicontati”. “Qualsiasi carica nel M5S sarà elettiva”, “Mai in televisione”, “Esame di Diritto Costituzionale per tutte le cariche elettive”, “Fuori dall’Euro”(prima di mandare Conte a Bruxelles), “Massimo due mandati, poi a casa”, “Si possono trovare 30 miliardi col primo decreto al primo consiglio dei ministri” (per poi ricorrere ai giochi per garantire le entrate per il reddito di cittadinanza e la manovra economica 2019), “Nessun Indagato”, “Fuori i partiti dalla RAI!”, “No al TAV”, “Niente F35 acquistati”, “Mai più condoni”, “L’immunità parlamentare è un privilegio. Va abolita”.

Insomma di cose sui cui Di Maio si è ricreduto ce ne sono. Faccia uno sforzo, si lasci spiegare come funziona il gioco legale, magari affidandosi ai dossier presenti sul sito web della Camera o del Senato (e lasciando perdere i corsi di aggiornamento su commissione). mc

Decreto Dignità, Risso (FIT): “Siamo stati rassicurati dall’Agcom: all’interno della tabaccheria la pubblicità si può fare”


21/02/2019 11:44 da AGIMEG

“Il gioco pubblico è ormai da anni nell’occhio del ciclone, al centro di un dibattito mediatico e politico che non sempre si basa su valutazioni obiettive e scientifiche”. Sono le parole di Giovanni Risso, presidente della Federazione Italiana Tabaccai, riportate su La Riviera. Risso nei giorni scorsi ha partecipato ad una tavola rotonda al Casinò di Sanremo con Federgioco, Istituto Friedman e il Sindacato Totoricevitori Sportivi incentrata sul settore del gioco legale pubblico. Sull’ordinanza del sindaco di Ventimiglia Ioculano, Risso ha detto: “Non è una regolamentazione di orario, come è stato detto, ma è di fatto una chiusura. L’ordinanza prevede infatti che gli apparecchi possano funzionare solo dalle 19 alle 7 del mattino, ossia sostanzialmente solo la notte, escludendo le fasce diurne. A nostro avviso la scelta del sindaco è sbagliata oltreché folle: estromette tutte quelle attività, tra cui appunto le tabaccherie, che chiudono di notte e, soprattutto, non va certo ad aiutare il ludopatico che notoriamente preferisce giocare lontano da sguardi indiscreti in orari meno frequenti”. “In questo modo si favorisce soltanto il gioco illegale che non prevede limitazioni di alcun genere”, ha aggiunto. Il gioco incontrollato, per Risso, “non si cura a base di dettati del sindaco, ma attraverso le ASL e le tante persone che sanno come affrontare il problema. La nostra è una rete controllata dallo Stato: le persone che lavoro all’interno delle tabaccherie sono formate per individuare questi fenomeni”. “Se l’offerta legale dello Stato viene meno, la domanda dei cittadini non può che rivolgersi ai canali alternativi: quelli illegali. Lo Stato deve fare la sua parte, facendo delle norma che possano adattarsi a tutti”, ha detto. Sul divieto della pubblicità del gioco contenuto nel Decreto Dignità, “abbiamo avuto una rassicurazione dall’Agcom: all’interno della tabaccheria la pubblicità si può fare, che poi si tratta semplicemente di mettere a disposizione del cittadino le dovute informazioni su ciò che offriamo”, ha concluso. cdn/AGIMEG