Parte il conto alla rovescia per la 69° edizione del Festival della Canzone Italiana, ancora una volta supervisionata e condotta da Claudio Baglioni, che già nella precedente edizione dello scorso anno aveva raggiunto uno straordinario successo. Sta volta al suo fianco compariranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele, per dare quel tocco di originale comicità che da sempre caretterizza entrambi i neo conduttori del festival. Sanremo dunque è pronta ad ospitare i 24 big che da domani fino a sabato si sfideranno a colpi di microfono sul palco dell’Ariston. Sulla lavagna di Betaland, il favorito è Ultimo a quota vincente 3.00, lo seguono Irama a 5.00 e Il Volo a 7.50. Tra Irama e Ultimo è proprio sfida all’ultimo decibel e nei testa a testa della classifica finale si giocano rispettivamente a 1.95 e 1.75. Ma quest’anno a partecipare saranno anche veterani come Nek, dato a 9.00, Francesco Renga, 20.00, Patty Pravo in compagnia di Briga, a 25.00, e l’eccentrica Loredana Bertè (15.00) la favorita del Gruppo 4 a quota 2.50. A completare il cerchio restano Simone Cristicchi (15.00) e Daniele Silvestri (10.00) anche lui, come la Bertè, tra i favoriti alla vittoria del proprio Gruppo, il 5, a 1.80. mo/AGIMEG
“Il Ministro del Lavoro, Luigi Di
Maio, in un post su Facebook attacca ciò che lui chiama “le lobby
dell’azzardo”. La criminalizzazione delle tante aziende del settore che
si occupano di gioco in modo lecito che nemmeno vengono distinte ormai
da quelle che rientrano nel mercato dell’illecito non fa altro che
favorire le mafie.
Questo modo di comunicare crea disinformazione verso i cittadini a
discapito delle tante aziende che alimentano il sistema produttivo del
nostro Paese. Inoltre, anche il Ministro Di Maio citando i dati del
settore, cade nell’errore perché cita i numeri circolati sulla rete sul
gioco d’azzardo lecito in Italia nel 2018, che non corrispondono al
vero. La spesa degli italiani viene erroneamente interpretata, da alcuni
organi d’informazione, a causa della confusione tra le somme investite
in modo diretto dall’utente e quanto derivato dalle vincite, in seguito
reinvestite.
Infatti, la spesa reale dei giocatori ammonta a 18,7 miliardi di euro
e non 107 miliardi, come erroneamente e propagandisticamente
comunicato. Cifra molto distante dal reale volume del giocato perché
quest’ultima si riferisce appunto alla somma del capitale iniziale
insieme al denaro vinto e riutilizzato all’interno del circuto, anche
virtualmente. Metà della raccolta arriva ancora dalle slot machine e
dalle videolottery, seguite dai Gratta e Vinci e lotterie, dall’online,
dalle scommesse, sportive e virtuali, anch’esse in costante crescita.
L’unico segmento del mercato del gioco in crescita esponenziale è quello
dell’online che cresce proprio grazie alle misure di questo Governo,
che punisce il gioco tradizionale, in particolare quello delle slot,
andando così a incentivare la migrazione dei giocatori sull’online e
sull’irregolare gestito dalla criminalità. Una spesa media giornaliera
pro capite degli italiani nel gioco d’azzardo che può essere calcolata
come la spesa di un caffè.
Fornire il dato “gonfiato” equivale a più che quintuplicare il dato
reale dando, e penalizzando, l’immagine delle imprese di settore, già
tanto vessate dai luoghi comuni. Il gioco lecito in Italia resta,
infatti, il primo contribuente economico dello Stato, dando occupazione
di oltre 100.000 persone. Si conferma però l’unico settore che viene
tassato doppiamente, sia sui volumi giocati, i 107 miliardi (e non i
18,7 miliardi di spesa), che sugli utili della società. È necessario
pertanto, per fare luce e chiarezza sul gioco istituendo subito, presso
il Ministero, un tavolo con gli operatori del settore, così come
richiesto da tempo dalla categoria”.
É quanto dichiara il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, Alessandro Bertoldi.
“Con questa maggioranza e questo governo siamo lontani dai condoni
targati PD, che nel 2013 aveva “regalato” alle lobby delle slot circa
due miliardi di euro – si legge in una nota del vice presidente del
Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco Silvestri
-. Con noi i gestori del gioco d’azzardo pagano, ecco perché
protestano. Dice bene Luigi Di Maio: per quanto ci riguarda, le slot
possono continuare a rimanere spente. Ciò che ci preme è spostare quei
100 miliardi di euro spesi in gioco d’azzardo nell’economia reale e nel
commercio sano del Paese. Per i lobbisti la musica è davvero cambiata,
stiamo dimostrando che gli unici interessi che tuteliamo sono quelli
degli italiani”. lp/AGIMEG