Sanremo 2019, il podio secondo gli analisti di Stanleybet.it: medaglia d’oro per Ultimo a 1,10, Arisa e Nek sfiorano la Top 3


05/02/2019 17:37 da AGIMEG

Ultimo senza rivali, il cantautore romano è il vincitore annunciato di questa 69ᵃ edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo. Anche gli analisti di Stanleybet.it sembrano non aver alcun dubbio: non solo lo danno a 2,20 nella sezione “Vincente”, ma propongono una quota rasoterra per la conquista del podio a 1,10. L’unico, al momento, che sembra poter insidiare il suo dominio è l’ex vincitore di Amici Irama a 1,50 tra i primi tre, seguito da Il Volo a 2,00. Prima donna in lista Arisa, a 3,50 per il podio e a 10,50 per la vittoria. Con lei, per la caccia a una delle prime tre piazze, c’è Nek, il cui trionfo è dato a 8,00. Occhi puntati su Federica Carta e il rapper Shade, che si presentano in coppia: solo colleghi o anche qualcosa di più? La loro vittoria è una scommessa ad alta quota, da 14 volte la posta, un piazzamento nei tre è a 6,50. cdn/AGIMEG

Slot, Acadi in Commissione Lavoro su Decretone: “Si sta distruggendo economia sana senza combattere Gap. Paese costretto a nuova stagione di illegalità”

da JAMMA
5 Febbraio 2019 – 11:29

acadi

Di seguito il manifesto di Acadi riportato in audizione in Commissione Lavoro al Senato sul Decretone riguardante reddito di cittadinanza e quota 100. “I concessionari aderenti ad ACADI rappresentano oltre il 70% del sistema di controllo del gioco regolamentato in Italia, generando e versando oltre 7 dei circa 10 miliardi di euro all’anno di gettito erariale, riveniente dalla spesa degli utenti con il gioco pubblico pari a circa 18,5 miliardi di euro all’anno.

Il sistema concessorio, strumento di esercizio della riserva di legge allo Stato finalizzata al controllo dell’offerta ed al perseguimento di obiettivi di interessi pubblici, garantisce: (a) il rispetto della legalità e delle regole del gioco pubblico; (b) il contrasto alla criminalità organizzata con presidio del territorio e del comparto; (c) la tutela dei consumatori, con offerta di prodotti controllati, regolati e misurati; (d) l’attuazione di interventi diretti ed immediati per la prevenzione del disturbo di gioco d’azzardo; (d) lo sviluppo economico sia in termini di impresa (la filiera distributiva è da anni strutturata in circa 100.000 aziende) sia in termini di occupazione, per le molte decine di migliaia di posti di lavoro come indicato nelle tabelle allegate; (e) l’emersione di gettito erariale altrimenti sommerso; (f) di finanziare importanti misure di politica economica come quelle in esame oggi.

Numerosi sono stati gli aumenti di tassazione imposti al comparto del gioco pubblico che si sono susseguiti nel tempo, dal rilascio delle concessioni. La tabella allegata mette in evidenza la misura nonché l’impatto diretto e sostanzialmente esclusivo sul comparto posto che gli aumenti sono concepiti in misura diversa da meri aumenti di tariffe.

Lo stesso Rapporto dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio “Focus tematico n. 6 – La fiscalità nel settore dei giochi” del maggio 2018 denunzia che “Gli aumenti delle aliquote a fronte di una domanda di giochi che mostra generalmente una elevata elasticità al prezzo e, soprattutto, la riduzione dei punti di vendita potrebbero comportare una significativa flessione della raccolta complessiva, indebolendo la stabilità economica della filiera e causando una riduzione delle entrate erariali. La corrente sostenibilità economica del comparto deriva da investimenti passati, intrapresi sulla base di condizioni fiscali più convenienti.” Ebbene si consideri che tale scenario è formulato addirittura prima dei tre ulteriori aumenti del prelievo sulla tipologia di apparecchi AWP, dei due su quella VLT e di quello sulle scommesse e sui giochi online, imposti con il Decreto Dignità di agosto, con la Legge di stabilità 2019 di dicembre e con il Decreto Quota Cento e Reddito di Cittadinanza di questi giorni.

Non solo, tale scenario prescinde anche dalle conseguenze delle misure imposte da Regioni e Comuni che, vietando la distribuzione del gioco pubblico dalla sostanziale totalità del territorio, determinano la marginalizzazione se non l’effetto espulsivo dell’offerta legale. Si tratta di misure che, oltre a non essere armonizzate tra di loro e con la normativa nazionale, oltre a non essere riconosciute come efficaci per la prevenzione dalle più recenti ricerche epidemiologiche pubbliche (Istituto Superiore di Sanità, CNR altri studi scientifici), determinano il venir meno dell’offerta pubblica su intere aree di territorio del relativo gettito erariale (oltre che di numerosi posti di lavoro). Vi sono già, negli ultimi mesi, segnali degli effetti di riduzione della raccolta di gioco con apparecchi da intrattenimento (base imponibile del prelievo) e solo il reiterato aumento delle aliquote di prelievo garantisce stabilità di gettito (modificando tuttavia le condizioni di esercizio delle concessioni, il loro equilibrio e la sostenibilità degli investimenti imposti dalle stesse concessioni).

Ma la continuità di gettito erariale sarà ancor più difficile da mantenere nei prossimi mesi quando importanti riduzioni della rete distributiva in concessione saranno provocate dalle misure espulsive regionali in Emilia-Romagna, Puglia, Toscana, aggiungendosi a quelle già in essere in Piemonte che peraltro espellerà anche dalle sale il gioco pubblico con gli apparecchi a partire da maggio 2019.

Si deve quindi evidenziare che gli aumenti di tassazione già rilevati dall’UPB e quelli plurimi recenti, da un lato, e l’espulsione del gioco pubblico da intere aree regionali, dall’altro, oltre ad indebolire il controllo pubblico del gioco fino ad eliminarlo da intere aree, oltre a non rappresentare un’autentica misura di tutela per l’utente, rappresentano un rischio concreto di espansione dell’offerta illegale e di seria instabilità delle entrate per la copertura delle iniziative di Governo dichiarate nel Dl 4/2019.

Più in generale, così continuando, senza un adeguato presidio del settore del gioco in denaro tramite le reti in concessione, il Paese sarà costretto ad una nuova stagione di illegalità, di assenza di tutela dei consumatori e di mancanza di una concreta possibilità di prevenzione delle dipendenze direttamente nelle reti di vendita legali. Il tutto senza agire in concreto sulla rilevante problematica del gioco compulsivo, da un lato, e distruggendo economia legale con la chiusura di imprese sane ed oggi al servizio dello Stato e con la perdita di molte decine di migliaia di posti di lavoro, dall’altro, facendo poi venir meno entrate erariali sino ad oggi dichiarate strutturali ed attese dal provvedimento oggi in discussione”.

Gioco online, Smith (ceo Pinnacle) ad Agimeg: “Con aumento delle tasse e divieto di pubblicità dovremmo rivalutare se entrare nel mercato italiano”


da AGIMEG 04/02/2019 20:25

dai nostri inviati a Londra – “Non ci sono differenze significative tra i vari Paesi europei. Per la nostra azienda le differenze culturali sono un un valore molto importante ma mi riferisco alle differenze con la cultura asiatica con la cultura africana. Il nostro mondo questi continenti stanno portando un grande contributo di creatività. L’Unione Europea per quanto mi riguarda è un solo grande Paese”.

E quanto dichiarato ad Agimeg Paris Smith, ceo di Pinnacle, a margine di un convegno sulla innovazione nell’industria del gaming che si è svolto questo pomeriggio all’Ice Vox di Londra. 

In merito alla situazione italiana, Paris Smith ha espresso le sue perplessità su quanto possa essere ancora percorribile da Pinnacle la strada per entrare nel nostro mercato. “Dovremmo fare un’attenta valutazione sulle condizioni che sono mutate da quando abbiamo presentato la domanda ad Aams per una concessione online. Sono infatti aumentate le tasse – ha sottolineato Smith – ed è stata vietata la pubblicità sul gioco. A queste condizioni, per un operatore nuovo in Italia come noi, sono molto penalizzanti. In un incontro che avremo a marzo discuteremo se con questo mutamento di scenario converrà ancora a Pinnacle entrare nel mercato italiano”. gpm/AGIMEG

Slot, Agcai: “Astensione alla raccolta e manifestazione sotto al Mise aspettando un confronto…”

5 Febbraio 2019 – 09:22 da AGIMEG

“Dopo che la nostra associazione è stata ricevuta sotto questo governo due volte ai Monopoli dal dott. Fanelli e dal dott. Giuliani, dal capo di gabinetto del ministero del lavoro Fabia D’Andrea e dall’ufficio legislativo del Mef dott. Glauco Zaccardi essere scambiati per i mandatari dei concessionari è veramente un paradosso inaccettabile.

Ci chiediamo: ma il vicepremier non ha contatti con la sua capo di gabinetto presso il suo ministero? Non si interessa come legiferano i monopoli, che decisioni prendono, chi tassano, se giocatori, concessionari o gestori? E come fa a parlare di gioco pubblico se non si informa?

Combatte il gioco d’azzardo senza conoscere neanche le associazioni nella loro identità, scambiandole l’una con l’altra, cosa dicono, cosa propongono, chi sono, quante sono, la differenza di proposte. E come fa a prendere le opportune decisioni se neanche le riceve? Noi abbiamo proposte concrete già depositate presso l’ufficio legislativo del Mef al dott. Zaccardi, le ha viste? E’ stato informato delle nostre lamentele? Sono fondate? Sono richieste legittime? Chiediamo un incontro per avere queste risposte.

Cosa avrebbe da dirci? Come fa ad affrontare una associazione che rappresenta comunque un settore produttivo dello stato senza neanche conoscerla? Vedremo se almeno oggi avrà il tempo per riceverci o se ci sarà qualcuno che potrà darci almeno qualche risposta che da tempo aspettiamo. Diversamente la manifestazione continuerà ad oltranza. Abbiamo il diritto di essere ascoltati”.

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