Di Maio (min. Lavoro e Svil. Econ.): “In questi mesi ci siamo fatti molti nemici, tra questi i concessionari del gioco d’azzardo”


da AGIMEG 20/02/2019 07:59

“Il Movimento non si spaventa per qualche sondaggio. In questi mesi ci siamo fatti così tanti nemici che è normale ci vengano contro tutti. Nel giro di otto mesi ci siamo inimicati i concessionari di gioco d’azzardo, banche e assicurazioni aumentandogli le tasse, abbiamo bloccato le trivelle ai i trivellatori petroliferi, abbiamo bloccato i fondi all’editoria togliendo soldi ai giornali che li prendevano dalle nostre tasse, ma noi non li compravamo. E’ logico che stiano tutti contro di noi. Ci prendiamo anche la responsabilità che tutti parlino male di noi”. E’ quanto ha detto il vice premier e Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ospite nella trasmissione Di Martedì su La 7. cdn/AGIMEG

Dal divieto di pubblicità all’aumento della tassazione: le misure sui giochi potrebbero costare al settore fino a 21,6 miliardi di euro ed all’Erario minor gettito per 2,3 miliardi


20/02/2019 10:07 da AGIMEG

Le misure sui giochi contenute nel Decreto Dignità e nel Decreto sul reddito di cittadinanza e quota 100, costeranno al settore da un minimo di 14,4 miliardi di euro ad un massimo di oltre 21,6 miliardi, che vorrà dire un minor gettito erariale tra gli 1,5 ed i 2,3 miliardi di euro. E’ quanto riportato nello studio “Nuovo proibizionismo. Quale Impatto?”, dell’I-com (Istituto per la competitività) e riportato da Il Sole 24 Ore. Lo studio analizza i vari interventi sul gioco, basandosi su dati del settore del 2016. Una serie di misure, tutte incentrate su un ripetuto aumento dell’imposizione fiscale e sul divieto di pubblicità con il solo fine dichiarato di ridurre la ludopatia o contenere l’accesso al gioco d’azzardo. Ma, secondo I-com, l’effetto di queste misure portano in realtà a sovrastimare l’effetto sperato di una riduzione del consumo. “Parte della riduzione, infatti, si trasferisce sul mercato “grigio” o illegale che, nel caso dei giochi, è facilmente accessibile soprattutto via web”. E le restrizioni sulla pubblicità, che portano ad un’inevitabile minore informazione per i giocatori, arrivando anche ad aumentare il prezzo sul mercato legale, a causa della maggiore concorrenza su quello illegale o grigio, più facilmente fruibile data la riduzione delle informazioni utili all’utente per distinguere tra le differenti tipologie di gioco lecito o meno. Lo studio stima un aumento del prezzo del 10%, con una riduzione della raccolta di almeno il 15%, vale a dire tra i 14,4 miliardi ed i 21,6 miliardi di raccolta in meno. Ed una corrispondente riduzione all’Erario che potrebbe valere fino a 2,3 miliardi di euro. lp/AGIMEG