Scommesse e giochi illegali: Puglia, Roma, Catania e Firenze, operazioni e sequestri


30/03/2019 10:03 da AGIMEG

In tutta Italia prosegue la lotta la gioco illegale. In Puglia sono stati effettuati controlli su larga scala: le Forze dell’Ordine hanno passato al setaccio 134 sale da gioco e sequestrato 63 apparecchi irregolari. Ma gli agenti hanno scoperto delle bische clandestine e sale scommesse che esercitavano senza autorizzazione anche a Roma e a Catania. Sanzionate anche due sale slot a Firenze per violazione sugli orari

Puglia, controlli della GdF: ispezionate 134 sale giochi e scommesse, sequestrati 63 apparecchi

Pugno duro contro il gioco irregolare in Puglia. Nell’ambito dei controlli volti al contrasto del gioco illegale e delle scommesse clandestine, il Comando Regionale Puglia della Guardia di finanza ha controllato 134 attività, tra queste 23 sono risultate irregolari. Sono state sequestrati, inoltre, 63 apparecchi; mentre sono state 32 le denunce. Durante l’attività di verifica sono state riscontrate anche alcune violazioni riguardanti la normativa sul lavoro: in particolare, sono stati scoperti 53 lavoratori in nero o irregolari.

Roma, scoperta una bisca clandestina. Dieci denunce

A Roma gli agenti della Polizia di Stato hanno scoperto, all’interno di un’abitazione sita nei pressi della stazione Termini, una bisca clandestina. I militari hanno sorpreso dieci cittadini cinesi, indagati in stato di libertà per esercizio e partecipazione a gioco d’azzardo, mentre erano intenti a giocare a poker. Gli agenti hanno quindi sequestrato denaro per 15.350 euro e il materiale utilizzato per il gioco.

Roma, sospesa licenza a bar teatro di pestaggio. Clienti accusati di aver manomesso le slot

Roma, sospesa per 15 giorni la licenza di bar e sala giochi a un locale della Giustiniana – che quindi dovrà rimanere chiuso – abitualmente frequentato da pregiudicati. Tutto parte da un violento pestaggio attuato – l’8 dicembre scorso – dal titolare, dal suocero e da altre tre persone – tutti con precedenti penali. Vittime due avventori accusati di aver manomesso le slot per appropriarsi dell’incasso. Il titolare e gli altri 4 complici hanno dapprima sbarrato le porte del locale, poi con delle mazze e delle spranghe hanno violentemente picchiato i due malcapitati. Quindi hanno rubato loro giubbotti e portafogli. I due nonostante tutto sono riusciti a darsi alla fuga e hanno allertato le Forze dell’Ordine. Il Commissariato Flaminio Nuovo è quindi riuscito a individuare tutti i responsabili, nei confronti dei quali è stata disposta prima la custodia cautelare in carcere, poi gli arresti domiciliari. Dovranno rispondere di tentato omicidio e rapina in concorso. Accertata inoltre la premeditazione, dal momento che il titolare ha dapprima contattato il suocero e gli altri complici, quindi insieme a loro ha deciso di dare una lezione ai clienti.

Agrigento: raccolta scommesse irregolare, chiuso un locale dal Questore

Pugno duro contro il gioco irregolare nella provincia di Agrigento. In seguito ad un’attività di controllo, il Questore della Provincia di Agrigento, tramite la dipendente Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, ha adottato un provvedimento di cessazione immediata dell’attività di raccolta scommesse, poichè era stata esercitata abusivamente per conto di bookmakers stranieri sprovvisti della necessaria concessione in Italia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Scoperta una sala scommesse abusiva in un Internet point di Floridia (SR), denunciato il titolare

Stretta contro il gioco irregolare nel libero consorzio comunale di Siracusa in Sicilia. E’ stata scoperta dalle forze dell’ordine una sala scommesse abusiva, priva della necessaria concessione dell’Agenzia dei Monopoli e delle Dogane propedeutica al rilascio di una licenza di cui il titolare era sprovvisto, all’interno di un bar-Internet point di Floridia. Sono stati sequestrati pc, monitor, hardware vari e il titolare è stato denunciato. Seguiranno controlli fiscali per verificare la sua posizione sugli obblighi in materia di antiriciclaggio.

Catania: scoperta una bisca clandestina in un bar, multa da 79mila euro per il titolare del locale

Giro di vite contro il gioco irregolare a Catania. E’ stata scoperta una bisca clandestina in una bar nel quartiere di Picanello durante servizi di controllo svolti dal personale del Commissariato Borgo Ognina. All’interno del locale vi era un’area di 200 metri quadri suddivisa in una sala giochi e scommesse abusiva e in un altro settore, protetto da vetri oscurati, destinato ad attività di gioco. I militari hanno accertato nell’attività la presenza di un tavolo da roulette, 5 postazioni pc complete di stampanti termiche destinate ai collegamenti per il gioco online, carambole, biliardini, tavoli predisposti per il gioco con numerosi mazzi di carte da poker, baccarat, fiches e circa 4000 euro in contanti rinvenuti nella cassa. Nel locale sono stati sorpresi anche alcuni minori. Il titolare dell’attività è stato indagato in stato di libertà per i reati di esercizio abusivo di attività di scommesse, gioco d’azzardo, mancanza tabella dei giochi proibiti e, infine, sanzionato per 79mila euro. Sequestrata poi la bisca, le somme di denaro e le apparecchiature.

Lauria (PZ): centro scommesse senza autorizzazioni, denunciati i legali rappresentanti

Pugno duro contro il gioco irregolare nella provincia di Potenza. Durante un’attività di controlli, i Carabinieri della Stazione di Lauria hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Lagonegro i due legali rappresentanti di un esercizio pubblico del posto, ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di aver svolto l’attività di raccolta abusiva di scommesse su eventi sportivi in assenza di concessione ministeriale e di licenza dell’Agenzia delle Dogane del Monopolio di Stato. I militari hanno quindi sequestrato la struttura e 9 postazioni pc, oltre a stampanti, televisore, server e modem.

Francofonte (Siracusa): scoperta sala giochi illegale. Multa di 23mila euro per il titolare

Scoperta una sala giochi illegale a Francofonte, in provincia di Siracusa, che operava, senza autorizzazione, sotto la veste di circolo privato, oltre a somministrare alimenti e bevande alcoliche ai minori. L’attività illegale è stata scoperta durante mirati controlli eseguiti dal personale della Squadra Amministrativa della Questura, con la collaborazione del Commissariato di Lentini. Per il titolare, multa da 23mila euro e denuncia per mancato possesso della prescritta tabella dei giochi proibiti.

Firenze: sanzionate due sale slot per il mancato rispetto dei limiti orari

Ancora controlli da parte della polizia municipale per la violazione delle ordinanze sugli orari di chiusura di sale giochi e minimarket a Firenze. In particolare, in riferimento alle irregolarità riguardanti il gioco, è stato accertato il mancato rispetto dell’orario di chiusura dalle 18 a mezzanotte per alcune sale giochi del Quartiere 4 e del Quartiere 5. Ed è quindi scattato il verbale da 50 euro per due sale slot. Dall’entrata in vigore dell’ordinanza che limita gli orari delle sale e gli apparecchi da gioco, le sale giochi controllate sono state invece 170 e 52 le sanzioni elevate.

Roma, sospesa la licenza di quattro sale da gioco di San Basilio

Sono stati disposti dal Questore di Roma servizi straordinari del controllo del territorio. I servizi sono stati attuati dagli agenti della Polizia di Stato del commissariato San Basilio con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine ed i cani antidroga della Sezione Cinofili della Questura. In particolare, gli investigatori della Squadra di Polizia Amministrativa hanno effettuato nelle ultime settimane controlli alle attività commerciali tra cui ristoranti, rivendite e noleggi di autovetture, bar, compro oro, sale VLT e raccolta scommesse sportive insistenti nel territorio. Tra queste, sono state “sottoposte a controllo amministrativo quattro sale da gioco, una delle quali esercitava l’attività abusivamente, senza aver richiesto preventivamente la prevista licenza del Questore, circostanza per la quale veniva trasmessa alla locale Procura della Repubblica una comunicazione notizia di reato a carico del gestore, con conseguente richiesta di un decreto di sequestro dei locali e dei sistemi di gioco”. “Nella circostanza – fanno sapere dalla Questura – gli agenti hanno riscontrato e contestato due violazioni della legge anti fumo, con conseguenti verbali pari a 880 euro; la mancanza di personale preposto all’interno della sala per cui si provvedeva alla segnalazione al competente Ufficio dei Monopoli di Stato, per l’irrogazione della prevista sanzione e quattro violazioni all’ordinanza comunale relativa agli orari di apertura al pubblico, per un importo di 600 euro. Per i 4 gestori delle sale VLT contravvenzionati, risultati recidivi per la violazione dell’ordinanza comunale si è proceduto a redigere circostanziato rapporto alla Divisione Polizia Amministrativa della Questura che ha predisposto il decreto con cui il Questore di Roma ha ordinato la sospensione della licenza, con conseguente chiusura dell’attività – decreto notificato ed eseguito da personale di San Basilio”. lp/AGIMEG

La Cassazione boccia ricorso di Internet point che ha aderito a sanatoria 2014 , resta reato la raccolta fatta in precedenza senza autorizzazione Tulps.




“Nonostante la condotta successiva al delitto abbia consentito all’agente, mediante la procedura di regolarizzazione di cui all’art. 1, comma 643, della L. n. 190 del 2014, di esercitare lecitamente l’attività precedentemente non autorizzata, ciò non può escludere a priori il disvalore del comportamento anteriore, né quindi determinare l’operatività ipso facto della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis, cod. pen., soprattutto a fronte di una condotta, quale quella oggetto di contestazione, che si era concretizzata nel protratto esercizio di un’attività di intermediazione nel settore dei giochi e delle scommesse, che pur se qualificabile come reato istantaneo con effetti permanenti (atteso il protrarsi dell’esercizio abusivo sino al momento del rilascio dei titoli abilitativi o sino allo spontaneo interrompersi dell’attività o, come nel caso in esame, al momento in cui era stato accertato il reato per effetto dell’attività di indagine del p.g.), importa comunque una attenta valutazione con riferimento alla configurabilità della particolare tenuità dell’offesa, la cui sussistenza è tanto più difficilmente rilevabile quanto più a lungo si sia protratta la consumazione dell’illecito. A tale fine, infatti, occorre una valutazione del caso concreto alla luce degli indicatori della condotta, del danno e della consapevolezza. Ne consegue, pertanto, che, non essendo legittimata questa Corte a compiere tale valutazione, che richiederebbe inevitabili accertamenti in fatto, la relativa doglianza dev’essere rigettata”.

Questa una delle motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del titolare di un Internet point, condannato a oltre 4 mesi di carcere per aver svolto attività di accettazione delle scommesse in mancanza della prevista autorizzazione ex art. 88 Tulps, nel 2010.

Il ricorrente ha poi aderito alla procedura di regolarizzazione per emersione di cui alla L. n. 190 del 2014, detenendo oggi la licenza richiesta.

I giudici ricordano “che l’art. 4, comma 4-bis, della L. n. 401 del 1989, punisce penalmente chiunque, privo dell’autorizzazione richiesta ai sensi dell’art. 88 del Tulps, svolga in Italia un’attività organizzata al fine di accettare ovvero raccogliere o comunque favorire l’accettazione, in qualsiasi modo la raccolta, anche per via telefonica o telematica, di scommesse di qualsiasi genere da chiunque accettate in Italia o all’estero”.

Nella sentenza quindi si legge che “l’art. 1, comma 643, della L. n.190 del 2014, richiamato dalla ricorrente, trova applicazione per quei soggetti i quali ‘comunque’ offrono scommesse con vincite in denaro in Italia, per conto proprio o di terzi, anche esteri, fissando un preciso procedimento di regolarizzazione dell’attività in questione, testualmente finalizzato, come chiarito dalla circolare del Ministero dell’Interno del 27 gennaio 2015, al rilascio di titolo abilitativo ai sensi dell’art. 88 Tulps. Nonostante i riflessi sananti rispetto alla condotta (Sez. 3, n. 18498 del 25/01/2017 – dep. 13/04/2017, Arnnenio, Rv. 269694) dal momento in cui la regolarizzazione è terminata sino alla scadenza della concessione, ad avviso della giurisprudenza di questa Corte ciò non comporta l’estinzione o la non perseguibilità del reato derivante dall’illecito posto in essere in epoca pregressa, limitandosi ad introdurre una forma equipollente di autorizzazione, mancante in precedenza, affinché la medesima attività sia svolta lecitamente”.

È del tutto “priva di pregio la prospettazione difensiva secondo cui sulla questione si sarebbe registrato un contrasto giurisprudenziale o, quantomeno un’altalenante esegesi in merito alla rilevanza penale della cauxe condotta di intermediazione, tenuto conto che, all’epoca del fatto (2010) era ben definito nella giurisprudenza di legittimità il perimetro applicativo della disposizione in esame, con riferimento alla rilevanza penale della condotta di intermediazione”. A ciò si aggiunga che il ricorrente “ebbe ad avanzare la richiesta di autorizzazione ex art. 88 Tulps in epoca successiva all’accertamento eseguito presso il proprio internet point, ossia solo in data 18 marzo 2011, senza che rispetto a tale scelta abbiano avuto incidenza i presunti disorientamenti giurisprudenziali evocati (del resto, osservandosi come tutte le decisioni di legittimità prodotte dalla difesa quali documenti allegati al ricorso sono di epoca successiva, ossia dall’anno 2013 in poi), in realtà essendosi, come visto, ormai stabilizzata rispetto alla data di accertamento del fatto (novembre 2010) la giurisprudenza di questa Corte sul punto”.

Quanto, poi, al secondo profilo, afferente il tema della cosiddetta “ignoranza incolpevole della legge penale e della sua possibile configurabilità in ipotesi di contrasti giurisprudenziali, merita di essere ricordato che, secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, l’incertezza derivante da contrastanti orientamenti giurisprudenziali nell’applicazione di una norma penale non abilita ex se ad invocare la condizione soggettiva dell’ignorantia legis inevitabile. Infatti, proprio tale difetto di certezza sulla liceità o meno della condotta dovrebbe indurre il soggetto interessato a mantenere un atteggiamento più attento, fino ad astenersi dall’azione se, nonostante le informazioni assunte, l’incertezza sulla liceità permanga. Il dubbio non sarebbe equiparabile allo stato di inevitabile ed invincibile ignoranza, risultando quindi inidoneo a negare la consapevolezza dell’illiceità e la conseguente esclusione della responsabilità penale. Perché la scusabilità dell’ignorantia legis possa essere dallo stesso invocata si richiede la sussistenza di una obiettiva situazione di incertezza sulla portata applicativa o sul contenuto della norma, tale da fare ritenere l’ignoranza inevitabile”.

Bologna, partiti 57 avvisi a sale slot che non rispettano il distanziometro: entro sei mesi dovranno chiudere o trasferirsi


28/03/2019 09:23 da AGIMEG

Sono 57 le sale slot di Bologna che hanno ricevuto dal Comune l’avviso di scegliere tra la chiusura o lo spostamento in altra zona perché rientrano nei 500 metri di distanza massima dai luoghi sensibili. I titolari hanno sei mesi di tempo per decidere cosa fare. Nel caso in cui decidano di spostarsi in un’altra zona, potranno avere un’ulteriore proroga di 6 mesi, presentando le prove che stiano veramente traslocando in altro luogo. Oltre alle sale, anche i bar e le ricevitorie che non rispettano il distanziometro, riceveranno l’avviso dal Comune. L’obiettivo sembra proprio quello di rendere “slot free” il centro storico di Bologna, ma anche la prima periferia. Le sale che hanno ricevuto l’avviso dal Comune sono ubicate: 17 nel quartiere Porto-Saragozza, 14 nel quartiere Navile, 8 nel quartiere San Vitale-San Donato, 6 nel quartiere Savena e 5 nel quartiere Santo Stefano. lp/AGIMEG

Il Sole24 Ore “Responsabilità amministrativa: da luglio anche per reati di frode sportiva e esercizio abusivo di giochi e scommesse”


25/03/2019 08:23 da AGIMEG

Si allunga l’elenco dei reati che possono far scattare la responsabilità amministrativa di enti, società e associazioni. Oltre alle frodi Iva, sono in arrivo anche le truffe nelle competizioni sportive e l’esercizio abusivo di giochi o scommesse. Nuove voci arricchiscono quasi ogni anno – come riporta Il Sole24 Ore – la lista iniziale introdotta nel 2001 dal Dlgs 231. Per quanto riguarda i reati sportivi, il Ddl, all’esame dalla Camera e già approvato dal Senato, ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive ed introduce, entro il 6 luglio prossimo, la responsabilità amministrativa per reati di frode sportiva e di esercizio abusivo di giochi e scommesse. lp/AGIMEG

Agipronews.it | Operazione Carminius, Fugacci (Col. Gdf): “Sequestrati apparecchi illegali collegati all’estero, doppie schede per evitare i controlli”

18/03/2019 | 15:57 da AGIPROnews

Operazione Carminius Fugacci Gdf

ROMA – C’è anche la gestione di apparecchi da gioco illegali, collegati a piattaforme estere non autorizzate in Italia e che adottavano anche lo stratagemma di una “doppia scheda”, tra le attività scoperte dall’inchiesta “Carminius” della direzione Distrettuale Antimafia di Torino contro la ‘ndrangheta. E’ quanto conferma ad Agipronews il Tenente Colonnello Giuseppe Fugacci, della Guardia di Finanza del capoluogo piemontese. «Questi congegni irregolari venivano installati vicino ad apparecchi leciti, ma funzionavano da remoto con la possibilità di giocate su piattaforme estere non tracciate dai Monopoli, in pratica quelli che oggi chiamano “totem”. Abbiamo effettuato degli interventi mirati, in alcune occasioni siamo riusciti a individuare il soggetto che all’esterno dei locali, in occasione dei controlli, poteva da remoto grazie a una doppia scheda far comparire l’offerta di gioco legale sulle macchine».

Il Tenente Colonnello Fugacci spiega poi come gli interessi del gruppo criminale avessero portato anche a una serie di intimidazioni, in particolare agli amministratori locali del Comune di Carmagnola. «L’interesse di questa consorteria era di poter utilizzare queste apparecchiature, mentre le normative regionali e locali hanno disposto una distanza di sicurezza da luoghi ritenuti sensibili per contrastare la ludopatia. La volontà delle amministrazioni locali di incrementare i controlli e impedire l’installazione in locali troppo vicini a scuole o ospedali, ha fatto sì che scattasse la volontà di dare un segnale, un’intimidazione per evitare l’adozione di queste politiche più restrittive». Una normativa che avrebbe impedito le installazioni in locali di “fiducia”, intralciando il business illecito.

«Al momento stiamo ancor procedendo a indagini, valutazioni e sequestri, è ancora tutto da vedere – spiega ancora – per questo segmento dell’inchiesta, relativo al gioco illegale, abbiamo una decina di locali coinvolti, due quelli sotto sequestro insieme a una trentina di apparecchi con varie ipotesi di reati penali o sanzioni amministrative».

PG/Agipro

Decretone, nessun reddito a chi vince al gioco

Octavian Intext

È stato approvato in commissione Lavoro e Affari sociali l’emendamento 3.100 che prevede la perdita del diritto al reddito di cittadinza a chi realizza una vincita al gioco.

Oggi, lunedì 18 marzo alle ore 11 approda in aula alla Camera il testo su reddito di cittadinanza e quota 100 per la discussione delle linee generali. Le commissioni Lavoro e Affari sociali hanno concluso le votazioni sugli emendamenti con il mandato alle relatrici.   Anche se non sono mutate le disposizioni sui giochi, è stato approvato nelle commissioni riunite Lavoro e Affari sociali alla Camera l’emendamento numero 3.100 presentato dalle relatrici (Elena Murelli della Lega, relatrice per l’11esima commissione Lavoro e Dalila Nesci del M5S, relatrice per la 12esima commissione Affari sociali) e secondo il quale una donazione o una vincita fa perdere il diritto al reddito di cittadinanza.   “Con riferimento al patrimonio mobiliare (come definito a fini Isee, non superiore a una soglia di 6mila euro) – si legge nel testo – come definito ai fini dell’Isee di cui all’articolo l’eventuale variazione patrimoniale che comporti la perdita dei requisiti è comunicata entro il 31 gennaio relativamente all’anno precedente, ove non già compresa nella Dsu.   La perdita dei requisiti si verifica anche nel caso di acquisizione del possesso di somme o valori superiori a 6mila euro (di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b), numero 3), a seguito di donazione, successione o vincite, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 5, comma 6, e deve essere comunicata entro quindici giorni dall’acquisizione”.   Il decreto, che scade il 29 marzo ed è in seconda lettura alla Camera, dovrà tornare al Senato per l’approvazione definitiva.   Nel corso dell’esame nelle commissioni sono stati respinti tutti gli emendamenti sui giochi all’articolo 27 del testo e l’unico emendamento approvato è il numero 3.100.    Nonostante sia stato approvato l’emedamento 3.100 restano immutate le altre disposizioni sui giochi.   

IL CONTRASTO AL DGA – La card sul reddito di cittadinanza non si potrà usare per giocare, questo con la ” finalità di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza del disturbo da gioco d’azzardo (Dga)”, dispone l’articolo 5.

L’AUMENTO DEL PREU SULLE SLOT – Previsto inoltre un “ulteriore” aumento del Preu sugli apparecchi da intrattenimento, andando a sostituire quanto previsto dalla Manovra per il 2019, che prevedeva “solo” un inasprimento dell’1,35. “Al comma 1051 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, le parole ‘di 1,35 per gli apparecchi di cui alla lettera a)’ sono sostituite dalle parole ‘di 2,00’ per gli apparecchi di cui alla lettera a)”.

L’AUMENTO DEI CORRISPETTIVI – Aumenta anche il corrispettivo per il rilascio di titoli autorizzatori per gli apparecchi da intrattenimento, con la previsione di un versamento una tantum. Il testo dispone: “Il rilascio dei nulla osta di distribuzione previsti dall’articolo 38, comma 4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ai produttori e agli importatori degli apparecchi e congegni da intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, lett. a) del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 è subordinato al versamento di un corrispettivo una tantum di 100 euro per ogni singolo apparecchio. Per il solo anno 2019, il corrispettivo una tantum previsto dall’articolo 24, comma 36, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni ed integrazioni, è fissato in euro 200 per ogni singolo apparecchio”. Inoltre, in vista “della previsione di cui all’articolo 1, comma 569, lett. b) e articolo 1, comma 1098, di cui alla legge 30 dicembre 2018, n. 145, l’introduzione della tessera sanitaria prevista dall’articolo 9-quater, del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito. con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, sugli apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, lett. a), deve intendersi riferita agli apparecchi che consentono il gioco pubblico da ambiente remoto”.

L’INCREMENTO DEGLI ACCONTI – Crescono anche gli acconti dovuti a titolo di Preu per il sesto bimestre dell’anno 2019. “Per il solo anno 2019, i versamenti dovuti a titolo di primo, secondo e terzo acconto relativi al sesto bimestre, sono maggiorati nella misura del 10 per cento ciascuno; il quarto versamento dovuto a titolo di saldo è ridotto dei versamenti effettuati a titolo di acconto, comprensivi delle dette maggiorazioni”.

IL CONTRASTO AL GIOCO ILLEGALE – Il governo punta anche a “contrastare più efficacemente l’esercizio abusivo di giochi e scommesse offerti al pubblico e i fenomeni di disturbo da gioco d’azzardo patologico”, inasprendo le pene e conferendo ulteriori compiti, in materia, all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. A tali fini, “all’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 sono apportate le seguenti modifiche: a) al comma 1 le parole “con la reclusione da sei mesi a tre anni” sono sostituite dalle seguenti “con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da venti a cinquanta mila euro.”; b) le parole “Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato” dovunque compaiono sono sostituite dalle seguenti: “Agenzia delle dogane e dei monopoli”; c) è aggiunto il seguente comma: “4 quater). L’Agenzia delle dogane e dei monopoli è tenuta alla realizzazione, in collaborazione con la Guardia di finanza e le altre forze di polizia, di un piano straordinario di controllo e contrasto all’attività illegale di cui ai precedenti commi con l’obiettivo di determinare l’emersione della raccolta di gioco illegale”.
2. All’articolo 110, comma 9, del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, dopo la lettera f ter) è aggiunta la seguente lettera: “f quater) Chiunque, sul territorio nazionale, produce, distribuisce o installa o comunque metta a disposizione, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli o associazioni di qualunque specie, apparecchi destinati, anche indirettamente, a qualunque forma di gioco, anche di natura promozionale, non rispondenti alle caratteristiche di cui ai commi 6 e 7 dell’articolo 110 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro per ciascun apparecchio e con la chiusura dell’esercizio da trenta a sessanta giorni”.

LA RITENUTA SULLE VINCITE – Il testo prevede infine l’aumento della ritenuta sulle vincite del 10&Lotto. In dettaglio, la ritenuta “sulle vincite del gioco numerico a quota fissa denominato “10&lotto” e dei relativi giochi opzionali e complementari è fissata all’undici per cento a decorrere dal 1° luglio 2019. Resta ferma la ritenuta dell’otto per cento per tutti gli altri giochi numerici a quota fissa”.

Focus sulla figura dell’uomo, Eurispes: “Per il 28,9% lo Stato che promuove il gioco lecito scoraggia illegalità e tutela i giocatori”


da AGIMEG 18/03/2019 16:18

In occasione della Festa del Papà, l’Eurispes ha voluto focalizzare l’attenzione sull’opinione e la situazione degli uomini italiani rispetto ad alcuni aspetti della vita quotidiana. Realizzando la ricerca dal titolo “Gli uomini italiani: lavoro, difficoltà economiche, consumi, gioco d’azzardo e armi da fuoco. Il ritratto”. L’analisi condotta dall’Eurispes sugli uomini italiani offre uno spaccato della società maschile in cui si fanno sentire le differenze generazionali. I giovani sono più incerti rispetto al futuro, poco soddisfatti della propria posizione lavorativa e più pessimisti riguardo alla loro situazione economica. Nonostante ciò, spendono di più per se stessi, per il tempo libero e per la tecnologia e dedicano con maggiore frequenza parte dei loro risparmi al gioco. A proposito del gioco, “Il volume d’affari dei giochi in Italia – si legge nella ricerca, ha superato i 100 miliardi di euro nel 2017 secondo gli ultimi dati dell’AAMS. Accanto agli aspetti puramente ludici e sani del gioco, occorre segnalare il problema delle patologie di dipendenza che si stanno diffondendo come piaga sociale aggravata dallo sviluppo di circuiti di gioco illegale, al fianco di quelli legalizzati. Circa quattro uomini su dieci in Italia (38,8%) spendono il proprio denaro per il gioco legale: di questi, il 23,2% gioca solo dal vivo, il 12,4% solo on line e il 12,4% partecipa su entrambi i circuiti. D’altro canto, il 61,2% degli uomini afferma di non partecipare a giochi con vincita in denaro. Le percentuali più alte di quanti dichiarano di giocare si rilevano tra i più giovani: il 45,9% tra i 25 e i 34 anni e il 40,4% tra i 18 e i 24 anni (nelle altre classi di età considerate il valore non supera mai il 38% circa)”. “Tra i giochi legali – aggiunge la ricerca – con vincita in denaro il più diffuso è il Gratta e vinci, con solo il 16,9% di giocatori che risponde di non giocarci mai, contro l’83% circa di chi vi gioca qualche volta, spesso o addirittura sempre. Diffusissimi anche Lotto e SuperEnalotto (78,1%). Meno della metà dei giocatori d’azzardo ha poi l’abitudine di giocare con le Slot Machines/VLT (41,6%), di partecipare a scommesse non sportive (35,2%), giochi di carte (32,4%), Bingo (30,6%), scommesse ippiche (27,3%) e al Casino (23,8%). I più giovani si confermano come i più assidui partecipanti in tutte le tipologie di gioco. Solo il 12,7% dei 25-34enni non gioca mai al Gratta e vinci e tra i 18-24enni è molto più alta della media la percentuale di quanti dichiarano di giocarvi spesso (42,1%). Gli uomini appartenenti alla prima fascia d’età inoltre, sono quelli che partecipano, più spesso degli altri, a tutti i giochi con vincita in denaro, con una percentuale di risposte che confluiscono su “mai” sempre inferiore al 50% e molto al di sotto della media. I 25-34enni registrano la percentuale più alta per i giocatori assidui di Slot Machines/VLT (2,6%), di giochi di carte (7,7%), Bingo (5,2%) e ippica/scommesse ippiche (5,1%)”. “Indagando sulle motivazioni che inducono a giocare, al primo posto si classifica la speranza di una grossa vincita (27,2%), seguita dalla ricerca di denaro “facile” (24,3%) e dalla voglia di divertirsi (22,3%). L’8% degli uomini gioca per tenersi occupato durante il tempo libero; il 5% vede il gioco come un modo per mettere alla prova le proprie abilità; il 4,5% trova entusiasmo nel brivido del gioco e il 3,9% gioca per tradizione familiare; solo l’1,8% dei giocatori vorrebbe vincere del denaro per donarlo a chi ne ha bisogno, mentre il 3% ha motivazioni differenti da quelle opzioni. Al 39,7% dei giocatori è capitato di avere la sensazione di spendere troppo giocando: “qualche volta” per il 28,3%, “spesso” per l’11% e “sempre” per lo 0,4%. Avere – continua la ricerca – la sensazione di trascorrere troppo tempo giocando è invece lo stato d’animo che ha coinvolto con maggiore frequenza gli uomini intervistati: a poco meno di uno su tre capita qualche volta (32,4%), a circa uno su dieci spesso e allo 0,5% sempre, per un totale del 42%. Chiedere soldi in prestito per giocare è la situazione in cui si sono trovati meno giocatori (27,4%), anche se è da sottolineare che questa circostanza ha coinvolto più di un quarto del campione dei giocatori. Gli uomini del Sud sono quelli ai quali è capitato con maggiore frequenza di avere la sensazione di trascorrere troppo tempo giocando: solo al 35,9% “non è mai accaduto”, al 53,8% accade qualche volta e ad uno su dieci sempre; seguono gli isolani che rispondono di avere questa sensazione, anche se con intensità diverse, complessivamente nel 56,5% dei casi. Avere la percezione di spendere troppo denaro al gioco coinvolge in modo preoccupante anche i giocatori delle Isole (nel complesso il 65,2%) e del Sud (64,1%) rispetto alle altre aree geografiche prese in considerazione. Gli uomini provenienti dalle regioni del Nord-Ovest sono quelli a cui è capitato più frequentemente di chiedere un prestito per poter giocare (in tutto il 32,9%) mentre sono i giocatori del Centro ad averlo fatto meno degli altri (83,3% “mai”), ma è al Sud che si riscontrano le percentuali più alte di quanti chiedono prestiti per giocare “spesso” (10,3%) e “sempre” (5,1%)”. “Rispetto ai circuiti di gioco illegale – termina la ricerca -, il 65% del campione totale degli uomini intervistati non ne è mai venuto a conoscenza, il 27% ne è a conoscenza ma non vi ha mai preso parte, mentre l’8% vi ha partecipato direttamente. Al Sud il gioco illegale sembra essere più diffuso, con il 31,5% di uomini che è a conoscenza di tali circuiti ma non vi ha mai preso parte e l’11,8% che ha anche partecipato. Tra i giocatori e i non giocatori prevale l’opinione che la promozione, da parte dello Stato, del gioco lecito e responsabile non sia una condotta giusta poiché anche il gioco lecito crea dipendenza (26,8%) e comporta comunque il rischio di perdere ingenti somme di denaro (15,1%). Al contrario, alcuni ritengono che sia un buon modo per scoraggiare il gioco illegale (17,7%) e tutelare i giocatori (11,2%). La pericolosità sociale di alcuni giochi con vincita in denaro è abbastanza diffusa: viene attribuito un livello “molto” alto di pericolosità sociale soprattutto alle Slot Machine (37,3%), seguite dai giochi on line (24,3%) e dal Bingo (20%), mentre i giochi ritenuti per niente rischiosi da una fetta più ampia del campione sono il Lotto e il SuperEnalotto (17,6%)”. cdn/AGIMEG

Governo: Lega e M5S presentano emendamenti per l’erogazione in contanti della pensione di cittadinanza. Si potranno utilizzare anche per il gioco


15/03/2019 09:44 da AGIMEG

Non necessariamente la pensione di cittadinanza dovrà essere erogata sull’apposita Card, ma potrà essere pagata anche cash. E’ questo uno dei quattordici emendamenti che le relatrici Elena Murelli (Lega) e Dalila Nesci (M5S) hanno presentato al Decretone su reddito e pensione di cittadinanza. In particolare, essendo la pensione di cittadinanza inferiore alla soglia dei 1.000 euro, il pagamento potrà essere, in base all’emendamento, anche “con le modalità ordinarie di erogazione della pensione”, quindi in contanti. Una differenza non da poco, che permetterebbe ai beneficiari di utilizzare la somma ricevuto dal Governo – in quanto non più tracciabile come nel caso della Card – nei modi più disparati. Ad esempio utilizzando il denaro per effettuare qualche scommessa, comprare un gratta e vinci o giocare alle slot, spese che non rientrerebbero nella categoria di quelle cosiddette ‘morali’ così come affermato nei mesi scorsi dal vicepremier Di Maio. La stessa Dalila Nesci (M5S), relatrice per la XII Commissione alla Camera in occasione dell’esame del Decretone sul Reddito di Cittadinanza e Quota 100 approvato dal Senato, solamente pochi giorni fa aveva ribadito il divieto di utilizzare il beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità, salvo poi contraddire se stessa presentando un emendamento che va in direzione contraria grazie all’utilizzo del cash per pensioni sotto i mille euro, che potrà così essere impiegato per acquistare anche prodotti di gioco. lp/AGIMEG

ENADA, TEMPERELLI (SISAL): ‘CASH OUT DECISIVO PER COMPETITIVITÀ DEL GIOCO’

Octavian Intext

L’Amministratore delegato di Sisal MatchPoint, Massimo Temperelli, evidenzia le virtù delle nuove modalità di scommessa in arrivo.

Rimini – “Con la firma del decreto sulle nuove modalità di betting, che introduce il cosiddetto ‘cash out’ e altre novità, viene dato un importante impulso al settore, che diventa finalmente competitivo, fino in fondo, alla pari degli altri bookmaker esteri”.

A parlare è Massimo Temperelli, Ad del concessionario Sisal MatchPoint, intervistato da GiocoNews.it durante la fiera Enada Primavera. “

Si tratta di un’innovazione che noi bookmaker chiedevamo e aspettavamo da tempo, forse anche troppo, e proprio nel momento in cui avevamo praticamente perso le speranze, apprendiamo che il provvedimento ha ottenuto la firma del ministro ed è pronto per la pubblicazione. Di sicuro – aggiunge – con queste nuove modalità potremo portare l’offerta dei concessionari di Stato alla pari di quella dei competitor esteri e degli operatori non regolari che offrono questo tipo di giocate già da anni”.Per quanto riguarda i tempi di attuazione, secondo Temperelli, “se il decreto dovesse trovare attuazione definitiva nei prossimi giorni, potremmo essere pronti per offrire le nuove modalità di scommessa già a settembre, con l’avvio della prossima stagione sportiva, prendendoci l’estate per aggiornare le piattaforme – retail, online e mobile – ed eseguire tutti i test necessari”.  Una novità importante, dunque, e pure inattesa, quella del cash out, in un momento in cui il mondo del gioco non vive sicuramente un momento positivo. Con la firma del decreto che è stata anche accompagnata da un altro evento “curioso” come l’invio al Consiglio di Stato della gara per il rinnovo delle concessioni delle scommesse sportive, ormai al palo da anni: “Di certo è impensabile poter effettuare una gara per il rinnovo dei diritti senza prima aver risolto la questione territoriale: ben venga la gara, ma solo se i diritti che verranno assegnati potranno essere realmente attivati. Se lo sblocco della gara dovesse significare che il governo ha trovato una soluzione al conflitto con gli enti locali, allora sì che si tratterebbe di una vera buona notizia”.

Agipronews.it | Enada Primavera, Agnello (Avvocato gaming): “Sui punti virtuali di ricarica possibile aumento del contenzioso”

14/03/2019 | 16:31 da AGIPROnews

Enada Primavera Agnello AVVOCATO GAMING

RIMINI – La nuova frontiera del contenzioso, nel settore dei giochi, potrebbe essere quella dei Punti Virtuali di Ricarica. Lo evidenzia Daniela Agnello, legale esperta di giochi e scommesse, incontrata da Agipronews a margine di Enada Primavera a Rimini. «E’ uno dei temi delle nuove incertezze normative e interpretative. – precisa la Agnello – Il legislatore e il regolatore non sempre sono in perfetta e univoca sintonia. Gli operatori interpretano l’incertezza e si crea una prassi con rischi di contenziosi. Faccio un esempio pratico: il titolare del pvr può fornire assistenza al cliente nella fase di registrazione del conto gioco personale, può procedere alla ricarica del conto del cliente? Un altro esempio può essere il voucher, o i pagamenti del voucher, la liquidazione del conto con pagamento in contanti. E ancora i distributori automatici. Tutte materie già note al mio studio con approfondimenti e quesiti. Anche su tali temi – conclude – sarebbe auspicabile un confronto con noi operatori del diritto e non interpretazioni equivoche o prassi che si possono esporre a rischi. Tutto questo per il bene del mercato e per evitare lunghi e faticosi giudizi».


NT/Agipro