Corte Costituzionale: “Le caserme possono essere luoghi sensibili”. Legittima la legge abruzzese sul gioco


da AGIMEG 27/02/2019 13:46

La Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate  le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar Abruzzo sulla legge della Regione Abruzzo sul gioco. In particolare, il Tar aveva chiesto se nella legge potessero essere individuati come luoghi sensibili – per calcolare il raggio entro cui non è possibile aprire sale da gioco o istallare slot – anche le caserme.

Per la Consulta, tuttavia, il legislatore abruzzese, “è certamente intervenuto nell’ambito della materia «tutela della salute», senza invadere la competenza esclusiva dello Stato, con una disciplina che appare altresì non irragionevole, poiché le caserme militari presentano caratteristiche idonee a essere qualificate come luoghi sensibili”.

Si tratta, infatti, di limiti che rientrano “nella discrezionalità del legislatore, le cui valutazioni ben potrebbero, ad esempio, essere legate alla specifica conformazione territoriale”. La Consulta precisa ancora che solo alcuni siti vengono costantemente inseriti nelle liste dei luoghi sensibili : “le scelte regionali sul punto sono state assai diversificate” e “non sono infrequenti valutazioni specifiche di singole Regioni (si pensi alle stazioni bus o ferroviarie)”.

E conclude: “Non risulta irragionevole, quindi, neppure la mancata inclusione nell’elenco dei luoghi sensibili di strutture assimilabili alle caserme militari, quali le amministrazioni civili del comparto sicurezza, censurata dal giudice a quo senza neppure illustrare le ragioni per cui tali tipologie di strutture sarebbero assimilabili”. gr/AGIMEG

Reddito di Cittadinanza, no a verifiche delle spese per il gioco d’azzardo ( e nemmeno sanzioni)


22 Febbraio 2019 – 23:19 da JAMMA

Il testo del decreto del Reddito di Cittadinanza non manca di riservare l’ennesima sorpresa. Il provvedimento approda al voto in Aula del Senato con una ‘leggera’ modifica rispetto alla disposizione che, secondo quanto più volte affermato da Luigi Di Maio, avrebbe impedito di spendere il gioco d’azzardo.

Quanto alle spese, lo Stato potrà monitorare “i soli importi complessivamente spesi e prelevati” dalla Carta per il reddito di cittadinanza. Lo prevede uno dei nove emendamenti che il governo ha preparato in vista dell’esame del decretone in Aula al Senato. La norma recepisce le obiezioni del Garante della privacy, che dovrà essere sentito dal ministero per la scrittura del decreto che disciplinerà il monitoraggio. La versione attuale del testo prevede invece che lo Stato possa verificare il dettaglio delle singole spese effettuate con la Carta.

Nel dossier predisposto dal Servizio Studi del Senato viene precisato che:

‘Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze) possono essere individuate ulteriori esigenze da soddisfare attraverso la Carta Rdc, nonché diversi limiti di importo per i prelievi di contante. In ogni caso, è vietato utilizzare il beneficio economico per giochi che prevedono vincite in denaro o altre utilità; riguardo a tale divieto, il testo del comma 6 fa riferimento alla finalità di contrastare fenomeni di ludopatia, mentre l’emendamento 5.64, approvato dalla 11a Commissione in sede referente, propone di far riferimento alla finalità di prevenire e contrastare fenomeni di impoverimento e l’insorgenza del disturbo da gioco d’azzardo (DGA). Non sono previste, in ogni caso, procedure di verifica dell’utilizzo del contante né sanzioni relative al suddetto divieto.

Scommesse sportive: ok del MEF al Decreto Ministeriale di riforma. Attese per il cash out, le scommesse multiple sull’handicap asiatico e “l’errore materiale” sulla quota sbagliata


19/02/2019 09:51 da AGIMEG

Dopo una lunga attesa il Mef ha detto si! Secondo quanto appreso da Agimeg da fonti ministeriali, sarebbe infatti arrivato l’ok per il Decreto Ministeriale che riforma il regolamento delle scommesse sportive. Sempre da fonti istituzionali il Decreto in questione non avrebbe subito al Mef sostanziali modifiche rispetto a quello originale proposto dall’Adm. Tra le novità la più attesa è certamente quella del “cash out”. In pratica viene data la possibilità ai bookmaker italiani di pagare una scommessa ai giocatori, o di rinegoziarla, prima che l’evento sia terminato. Nel primo caso, il giocatore ha la certezza che qualunque cosa capiti prima della fine dell’evento, incasserà una buona parte delle vincita iniziale anche con la quota ridotta. Al momento per gli operatori non è possibile cambiare una quota già registrata da Sogei. L’handicap asiatico è invece una modalità di scommessa dove il bookmaker attribuisce un vantaggio od uno svantaggio ad una squadra, in modo da poter offrire quote più alte anche su incontri dall’esito prevedibile.  Infine molto atteso anche l’intervento sull’errore materiale. Quando un bookmaker sbaglia palesemente una quota (supponiamo che un segno “1” che andava offerto a 2.00 viene proposto per errore a 200) avrà la possibilità di non pagare le scommesse accettate prima di accorgersi dell’errore. es/AGIMEG

Agipronews.it | Tessera sanitaria per usare le slot machine: a Bruxelles il decreto per gli apparecchi a prova di minore

13/02/2019 | 17:59 da AGIPROnews

slot machine remoto decreto commissione ue monopoli

ROMA – Apparecchi di gioco più sicuri che ridurranno i rischi di accesso da parte dei minorenni. È l’obiettivo del decreto tecnico che introduce la tessera sanitaria sulle attuali 265mila slot, previsto dal decreto Dignità e inviato dal Ministero dello sviluppo economico alla Commissione Europea per l’esame degli aspetti tecnici. Il decreto resterà in “stand still” – il periodo di tre mesi in cui la Commissione Ue e gli altri Stati membri possono presentare eventuali osservazioni – fino al prossimo 14 maggio. Ogni apparecchio sarà predisposto per “leggere” la tessera sanitaria e verificare la maggiore età dei giocatori (senza però memorizzare le informazioni estratte) e solo una volta accertata l’età sarà possibile giocare. Sarà obbligatorio l’obbligo di una nuova verifica della maggiore età del giocatore trascorsi 15 minuti dall’accertamento e comunque ogni volta che la tessera sanitaria viene estratta dal dispositivo di lettura. L’avvio della nuova generazione di apparecchi con tessera sanitaria è stato fissato dalla legge di bilancio per il 1° gennaio 2020. LL/Agipro

Decadenza concessione esercizio giochi pubblici, Tar Lazio respinge ricorso: “Mancato tempestivo pagamento imposta unica e ritardo adeguamento garanzia”


da JAMMA 7 Febbraio 2019 – 15:23

tribunale

Il Tar Lazio ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato da una società contro Adm per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, della nota dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli avente ad oggetto la decadenza della concessione (…) per l’esercizio della raccolta dei giochi pubblici di cui all’art. 38, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223 convertito con modificazioni e integrazioni dalla legge 4 agosto 2006, n. 248; delle presupposte note dell’Agenzia del 9 agosto 2018 prot. n. 139545, con la quale veniva comunicato l’avvio di un nuovo procedimento di decadenza della concessione (…), assorbente l’avvio del procedimento intrapreso con la precedente nota per mancato rispetto dell’obbligo di adeguamento della garanzia prestata nonché per la rilevante esposizione debitoria; ogni altro atto presupposto, connesso e conseguenziale.

Per il Tar: “Ritenuto, a un primo sommario esame, che il ricorso non presenti sufficienti profili di possibile fondatezza, in quanto l’adeguamento della garanzia in modo rispondente a tutti i requisiti prescritti risulta essere avvenuto soltanto dopo la scadenza del termine fissato e a seguito di reiterate richieste dell’Agenzia, e in quanto, inoltre, il mancato tempestivo pagamento dell’imposta unica appare rientrare fra le cause di decadenza della concessione, ai sensi dell’articolo 23, comma 2, lett. d), della relativa convenzione, previsione che risulta richiamata nel provvedimento impugnato; ritenuti, pertanto, insussistenti i presupposti per accogliere la misura cautelare richiesta; ritenuto di dover condannare la ricorrente alla rifusione delle spese della presente fase cautelare nei confronti dell’Amministrazione resistente, nella misura indicata nel dispositivo; il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) respinge l’istanza cautelare. Condanna la ricorrente al pagamento, nei confronti dell’Amministrazione resistente, delle spese della presente fase cautelare, che liquida nell’importo di euro 700,00 (settecento/00), oltre accessori di legge”.

Il Servizio Bilancio boccia i conti del Governo sui giochi. Va dimezzato gettito su vincite 10eLotto. Meglio non contare su giro di vite sull’illegale


da AGIMEG 07/02/2019 09:00

Da nessuna banca dati risulta che la tassa sulle vincite, per il 10eLotto, abbia prodotto nel 2018 un gettito di 350 milioni, quindi non c’è nessun riscontro alle stime sull’aumento dell’aliquota; inoltre questa misura potrebbe comportare una diminuzione di altre tasse che non viene considerata in alcun modo. “Tutti questi elementi, opportunamente quantificati, consentivano di ridurre di circa la metà la stima di maggior gettito ipotizzata in partenza”. E’ la dura presa di posizione del Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. “Non è stata indicata in RT, né è disponibile, la banca dati dalla quale si possa riscontrare che la ritenuta sulle vincite conseguite dal gioco “10eLotto” è stata pari, per il 2018, a circa 350 mln di euro. Nel merito, andrebbe confermato che il citato ammontare di ritenute sia ascrivibile esclusivamente al “10eLotto”, e non anche ad altri giochi numerici a quota fissa (ad esempio il Lotto) in quanto per essi la ritenuta resta ferma all’8%”, sottolinea il Servizio Bilancio. Che sottolinea poi come già nel 2017 si fosse aumetata l’aliquota della tassa sulle vincite, in quell’occasione si sottolineava che “del totale del prelievo sulle vincite pari a 395 mln di euro, oltre 300 mln di euro provenivano dal gioco del Lotto. Tuttavia non erano state fornite nel contempo ulteriori specificazioni o elementi informativi in merito al fatto se per gioco del Lotto si intendessero anche gli altri giochi numerici a quota fissa – e pertanto anche il gettito riveniente dagli stessi – o soltanto il gioco del Lotto propriamente inteso”. IL Servizio Bilancio ricorda che quel dato trova un riscontro nei dati “forniti dal Governo in sede di risposta ad una interrogazione parlamentare”, in cui si affermava che “in conseguenza dell’applicazione della nuova aliquota dell’8% all’importo delle vincite per l’anno 2016 – è possibile ricostruire il valore di gettito atteso: pari a circa 400 mln di euro per il gioco del Lotto”. In sostanza -per poter confermare che l’aumento del prelievo stabilito con il decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza porterà nelle casse dello Stato 131 milioni – il Governo deve chiarire “l’ammontare delle entrate ascrivibili al solo gioco del “10eLotto”. E ancora il Servizio Bilancio ricorda che – all’epoca del primo aumento di aliquota nel 2017 – il Governo “prudenzialmente, aveva ipotizzato una riduzione della raccolta (pari a circa il 2%)”. E questo, a catena, comprotava una diminuzione degli introiti di altre tasse: una diminuzione di gettito a titolo di provento dal gioco del Lotto; una connessa riduzione di gettito a titolo di IRES ed IRAP per effetto dei minori ricavi per ricevitori e per concessionari; una conseguente diminuzione del gettito da ritenta sulle vincite per effetto di una loro contrazione”. Invece “La RT annessa al decreto-legge in commento non considera tutte queste componenti sostenendo che, poiché il “10eLotto” segna costantemente un incremento di raccolta, l’aumento dell’aliquota della ritenuta sulle vincite non possa determinare una flessione della domanda, ma semmai un rallentamento della crescita. Si tratta di un assunto che potrebbe non esprimere l’utilizzo di un approccio prudenziale: anche se l’ipotesi di cui alla RT fosse riscontrata ex-post, non può non considerarsi valida la conseguenza, in termini di ricadute sul gettito, che produrrebbe l’aumento della ritenuta sui ricavi in capo ai ricevitori ed ai concessionari: in caso di rallentamento della crescita della domanda gli stessi potrebbero vedere diminuiti i propri ricavi e conseguentemente i risultati economici di gestione, con possibili contrazioni in termini di imposte dirette ed IRAP, nonché di occupazione”. E ancora, “la RT non sembra considerare in alcun modo i possibili effetti in termini di minori incassi erariali derivanti dalle politiche, perseguite dagli enti locali, che contemplano misure restrittive su tutti i giochi” per contrastareil gioco d’azzardo patologico. “Appare quindi opportuno un approfondimento sul punto”.

Servizio Bilancio: le slot potrebbero subire un contraccolpo superiore alle stime del Governo

Il Governo confermi di aver fatto una stima prudente sul calo della raccolta delle slot che determinerà il taglio della quota delle vincite. Lo chiede il Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. In sostanza il calo delle giocate potrebbe essere superiore alle attese, visto che “il settore degli apparecchi da divertimento ed intrattenimento è un mercato in contrazione anche per effetto delle ricordate leggi regionali, applicate dagli enti locali, che recano di fatto forti limitazioni al gioco; molte sono le disposizioni che si sono succedute nel recente passato tutte tra loro sovrapposte e volte ad introdurre incrementi del PREU sui dispositivi AWP; infine per detti apparecchi sarà previsto l’utilizzo della tessera sanitaria così come disciplinato dal comma 4 del presente articolo, con possibili riflessi in termini di volumi di gioco” rg/AGIMEG

Decretone, Servizio Bilancio: nessun fondamento per i benefici che produrrà la lotta all’illegale

L’aumento del gettito fiscale che produrrà la stretta sul gioco illegale è stato quantificato “senza però fornire alcuna ipotesi a supporto”. “Per motivi di prudenza”, il Governo avrebbe fatto meglio a non mettere in bilancio queste somme in anticipo. Lo scrive il Servizio Bilancio del Senato, nella Nota di Lettura in cui esamina le misure contenute nel decreto su quota 100 e reddito di cittadinanza. IL Servizio spiega infatti che il Governo avanza due percentuali: “si tratta del 10%, che rappresenterebbe l’aumento ipotizzato del volume di affari degli operatori legali a scapito di quelli illegali, e del 20% (in proposito non si rinviene alcuna informazione quale, ad esempio, se il dato sia riferibile alla percentuale media di imposte dirette ed IRAP gravante sugli operatori del settore, al maggior gettito riveniente da ritenute sulle vincite, all’incremento dei proventi per l’Erario etc)”. E quindi sottolinea che “la stima del pertinente recupero di gettito presenta un tasso di aleatorietà elevato che, per motivi di prudenza, dovrebbe indurre a non contabilizzare ex ante tali somme a copertura di oneri certi in ordine all’an ed al quantum”. Inoltre, le sanzioni, “per loro natura, dovrebbero dar luogo ad un recupero di gettito tendente a diminuire nel tempo proprio in ragione dell’effetto deterrente associato alle stesse. Inoltre, di norma, i piani di controllo e di azione repressiva di pratiche illegali richiedono tempi tecnici di implementazione che si riflettono sulla tempistica del recupero di gettito associato”. In sostanza, il giro di vite sull’illegale determinerà “un incasso verosimilmente di valore non costante negli anni ma soprattutto non imputabile sin dal primo periodo di applicazione della nuova disciplina”. Invece, “la RT giunge ad ipotizzare sin dal primo anno ed a regime un valore costante nel tempo, pari al totale del recupero di gettito derivante dall’applicazione dei commi 6 e 7, ossia 65 mln di euro. In considerazione di quanto sopra rappresentato appaiono necessari chiarimenti”. rg/AGIMEG

Decretone, Governo: Totem fanno concorrenza alle AWP e sono diffusi soprattutto nei Comuni no slot


da AGIMEG 07/02/2019 10:41

I totem, gli apparecchi da gioco illegali, contribuiscono “anche alla riduzione della raccolta tramite slot (passata dai 25,5 mld di euro del 2017 ai circa 24 mld di euro del 2018)”, e sono diffusi “soprattutto nei territori che hanno adottato provvedimenti restrittivi o espulsivi del gioco legale”. La diffusione di queste macchine “può essere incentivata dall’aumento degli oneri di gestione previsto per gli apparecchi legali”. LO scrive il Governo nella Relazione Tecnica al Decreto su reddito di cittadinanza e quota 100, un’opinione che adesso viene riportata nella Nota di Lettura. Il decreto punta a aumentare l’efficacia dell’azione repressiva nei confronti dei Totem, “Ipotizzando che le misure previste possano consentire il recupero nell’ambito del gioco legale del 10 per cento della minore raccolta registrata nell’anno 2018 rispetto al 2017, stima il maggior gettito per l’erario in 30 mln di euro annui a decorrere dal 2019” rg/AGIMEG

Agipronews.it | Palermo, Tar Sicilia blocca licenza slot di una cartoleria: “Raccolta scommesse non autorizzata, giusta la revoca della Questura”

31/01/2019 | 10:50 da AGIPROnews

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ROMA – Raccoglieva scommesse per conto terzi, utilizzando il proprio conto di gioco, facendo puntare anche un minorenne: è quanto ha contestato la Questura di Palermo al titolare di una cartoleria, revocandogli per questo motivo la licenza per l’installazione di slot machine, con il Tar Sicilia che ha confermato con sentenza il provvedimento. «All’interno della cartoleria del ricorrente – si legge nella sentenza – si svolgeva attività di raccolta di scommesse sportive attraverso l’attività di intermediazione svolta da parte del ricorrente stesso sul proprio conto di gioco». È stato inoltre accertato che l’esercente aveva permesso a minorenni di giocare e che «già nell’anno 2015, era stata contestata al ricorrente la raccolta illegale di scommesse sportive». La circostanze che il conto gioco utilizzato fosse collegato a un bookmaker regolarmente provvisto di concessione è irrilevante, conclude il Tar, perché al titolare del negozio «è stato contestato di non essere in possesso di apposita licenza necessaria per lo svolgimento dell’attività di raccolta delle scommesse».

Slot. Sostituzione degli apparecchi con pay out al 68 percento. Le indicazioni per il rilascio dei nulla osta


30 Gennaio 2019 – 06:42 da JAMMA

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La legge di Stabilità 2019 prevede un incremento del prelievo erariale unico sugli apparecchi AWP a decorrere dal 1 gennaio 2019, e allo stesso tempo la fissazione del pay out in misura non inferiore al 68 percento.

Sappiamo anche però che una norma del 2017 ha fissato un numero massimo di apparecchi in funzione non maggiore a 265.000. Da qui la necessità di stabilire delle regole al rilascio dei nulla osta di esercizio, ovvero i titoli autorizzatori.

Le indicazioni su come procedere sono state fornite attraverso una circolare dell’Agenzia dei Monopoli di Stato inviata alle società concessionarie di rete.

Va intanto precisato che il rilascio dei nulla osta per i quali si prevede l’adeguamento della percentuale delle somme giocate destinata alle vincite “è consentito solo a condizione che la relativa istanza sia riferibile alla sostituzione di un corrispondente numero di apparecchi”.

Visto che , presumibilmente, almeno nei primi tempi ci sarà un numero molto alto di richieste “è stata introdotta una procedura straordinaria, a carattere temporaneo, che consentirà di snellire e velocizzare il processo di sostituzione degli apparecchi”.

Gli Uffici dell’Agenzia dovranno “trattare le richieste di nulla osta d’esercizio presentate ai fini della sostituzione degli apparecchi abilitati a restituire un pay out al 68 percento con assoluta priorità”.

Questo vuol dire che gli apparecchi in relazione ai quali vengono presentate istanze di sostituzione si intendono esclusi dall’applicazione del decreto del 30 marzo 2018, per tutto il periodo di vigenza della procedura straordinaria.

Le richieste dovranno contenere il numero di nulla osta richiesti e il nominativo del proprietario e gestore degli apparecchi. Il numero di richiesta di emissione dei nulla osta dovrà eguagliare il numero degli apparecchi per cui è stata chiesta la modifica/sostituzione.

Sogei metterà a disposizione, a partire dal 5 febbraio, le applicazioni informatiche per effettuare questa verifica.

Prima della consegna della documentazione il concessionario dovrà inviare un messaggio di blocco verso l’apparecchio per il quale si richiede la sostituzione.

Online: remunerazione di ‘supervisor’ e Pvr è soggetta a Iva

Una pronuncia dell’Agenzia delle Entrate stabilisce che le attività di affiliazione per il gioco online attraverso Pvr è soggetto ad applicazione dell’Iva.

La remunerazione del cosiddetto “Supervisor”, ovvero del soggetto che svolge, in favore di una società concessionaria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi, un’attività avente finalità divulgativa, promozionale e organizzativa dei giochi a distanza offerti per mezzo dei Punti di commercializzazione (Pvr), risulta assoggettabile ad Iva. Con applicazione dell’aliquota ordinaria, e caratterizzata da una serie ampia e articolata di prestazioni. A chiarirlo è l’Agenzia delle Entrate, attraverso la risposta a un interpello (n. 89 del 2018), con la quale chiarisce che tale attività si concretizza in una prestazione che solo in via mediata e indiretta può correlarsi alla conclusione dei contratti di conto di gioco, che sono, invece, esenti da Iva.LA RISPOSTA DELL’AGENZIA – A chiedere il parere dell’Agenzia era stata una società concessionaria per l’esercizio e la raccolta a distanza dei giochi intende assumere una figura professionale “supervisor” affidandogli un mandato alla conclusione di contratti di conto di gioco, esenti da IVA ai sensi dei numeri 6) e 7) dell’art. 10, comma 1, D.P.R. n. 633/1972. La società di gioco, in particolare, riteneva che la remunerazione spettante a detto lavoratore, sia esente da Iva, in quanto la complessiva attività svolta ricade nell’ambito applicativo del punto 9) della medesima disposizione, con conseguente esenzione da imposta. Di diversa opinione è invece la posizione dell’Agenzia delle Entrate, che si è espressa nell’interpello che invece sancisce che: “L’attività che il Supervisor si impegna a svolgere in favore della società concessionaria, avente finalità divulgativa, promozionale e organizzativa dei giochi a distanza offerti dalla società concessionaria per mezzo dei Punti di commercializzazione (Pvr) e caratterizzata da una serie ampia e articolata di prestazioni (tra cui l’organizzazione e il supporto dei punti di commercializzazione e il raccordo tra gli stessi punti e Alfa, la verifica dell’utilizzo del materiale promozionale da parte dei punti di commercializzazione e la formazione dei titolari dei predetti punti e del personale ad essi preposto) concretizza una prestazione che solo in via mediata e indiretta può correlarsi alla conclusione dei contratti di conto di gioco e, perciò, la relativa remunerazione risulta assoggettabile ad Iva con applicazione dell’aliquota ordinaria”.