Tappa insidiosa sul cammino scudetto della Juventus. I bianconeri si
presentano all’Olimpico per incontrare la Lazio, bisognosa di punti
Champions. I biancocelesti però soffrono di solito con le grandi e la
Juventus in trasferta ha ottenuto finora 8 vittorie e un pareggio,
subendo soltanto 6 reti. Due elementi che orientano nettamente verso il
segno «2» le valutazioni dei trader di Stanleybet.it. La vittoria
bianconera è data a 1,85, mentre il successo della Lazio è un’ipotesi da
4,40. Anche i precedenti sono a favore della Juve: dodici vittorie
nelle ultime quattordici sfide, anche se tra i due successi della Lazio
c’è quello, pesantissimo, della Supercoppa 2017. Assente dal gennaio
2014 il pareggio, che domenica viaggia a 3,40. Bassissima la quota per
un gol di Cristiano Ronaldo: 1,50. A 2,00 la rete di Immobile, al quali
gli analisti Stanleybet.it dedicano anche una quota speciale: un gol su
rigore vale 8 volte la scommessa. A proposito di bomber: occhi su
Piatek, neo milanista. Non sicuro il suo utilizzo in Milan-Napoli di
domani sera, tuttavia la sua quota-gol è piuttosto bassa: 2,25. Nel
duello polacco con Milik, l’azzurro è favorito a 1,85. Così come è
avanti il Napoli sul Milan nel pronostico secco: il «2» è dato a 2,00,
l’«1» rossonero si gioca a 3,75, il pari (sarebbe il primo per il Napoli
fuori casa in questa stagione) è a 3,40. San Siro in versione milanista
è un campo piuttosto propizio per il Napoli, che dal 2012 vi ha colto
tre vittorie e altrettanti pareggi, perdendo una sola volta. All’andata,
al San Paolo, il Napoli vinse 3-2 in rimonta: sulla possibilità di un
altro match con molti gol i trader Stanleybet.it restano prudenti, visto
che Under e Over sono sullo stesso piano, a 1,85. Non facile per
l’Inter la trasferta a Torino di domenica, tuttavia le quote sono a
favore di Spalletti: i granata, che hanno collezionato già quattro
sconfitte interne, si collocano a 3,55, più probabile il successo dei
nerazzurri a 2,10, anche se le loro ultime trasferte non hanno fatto
registrare grandi risultati: due sconfitte, due pareggi e una sola
vittoria. La «X» è a un canonico 3,30. Sempre domenica, altra
partita con riflessi sull’alta classifica è Atalanta-Roma. Gli uomini di
Gasperini stanno volando: hanno segnato sei gol al Sassuolo e cinque al
Frosinone, e in mezzo hanno messo anche la vittoria in Coppa Italia a
Cagliari. Anche la Roma è in un buon momento, con quattro vittorie
consecutive tra campionato e coppa nazionale. Il risultato è un
pronostico piuttosto equilibrato, nel quale i padroni di casa
bergamaschi sono leggermente preferiti, a 2,25 contro 3,00. Si scontrano
i due difensori goleador del campionato, entrambi già a cinque reti:
Kolarov ha una quota da bomber, 3,00, il sesto sigillo di Mancini è a
5,50. lp/AGIMEG
Oltre un miliardo di euro in tre anni: è quanto “vale” la manovra sui
giochi per il prossimo triennio contenuta nel Decreto sul Reddito di
Cittadinanza e Quota 100 e dettagliata nella relazione tecnica.
Dalla ritenuta delle vincite al 10eLotto, arriveranno 66 milioni di
euro nel 2019 ed altri 132 milioni sia nel 2020 sia nel 2021 (e
successivi). Dal Preu arriveranno invece 154 milioni di euro in più
l’anno, dall’aumento dei Nulla Osta 52 milioni di euro nel 2019, 26 nel
2020 e 5 ogni anno dal 2021, mentre l’anticipo del Preu varrà nel 2019
70 milioni di euro.
Capitolo a parte sul contrasto al gioco illegale, dove il Governo
dichiara “guerra” agli “operatori collegati a soggetti esteri che, per
effetto di una situazione giuridica e contenziosa alquanto problematica,
esercitano di fatto l’attività pur in assenza delle prescritte
autorizzazioni di polizia e di concessioni rilasciate dallo Stato”.
Azioni repressive anche nei confronti dei Totem che “consentono
all’utente di fruire di servizi di gioco illegali, analoghi a quelli
forniti mediante la rete legale degli apparecchi”. Da queste attività di
contrasto, si prevedono entrate per 65 milioni l’anno a partire dal
2019.
Nel 2019, il Decretone, secondo la relazione tecnica, porterà nelle
casse dello Stato maggiori entrate dai giochi per 407 milioni di euro
nel 2019, 307 nel 2020 e 256 per il 2021 e successivi.
Ecco il testo integrale della relazione tecnica:
comma 1 – Articolo 27 (Disposizioni in materia di giochi). Comma 1.
Nel 2018 la ritenuta sulle vincite conseguite sul gioco del 10elotto è
stata pari a circa 350 milioni di euro; la ritenuta sulle vincite dei
giochi numerici a quota fissa si applica sulle vincite di qualsiasi
importo a differenza degli altri giochi. L’aumento della ritenuta
dall’8% all’11% determinerà un aumento di gettito di circa 131 milioni
di euro annui (350/8*11=481 mln. Quindi 481 – 350 = 131 mln) e per
l’anno corrente di circa 66 milioni di euro. La decorrenza dal 1° luglio
2019 si rende necessaria perchè, analogamente a quanto disposto dal
D.L. 50/2017, risulta necessario un congruo periodo temporale al fine
delle necessarie modifiche dei sistemo di gioco, in particolar modo
relativamente agli aspetti di elaborazione e contabili, e in relazione
alla necessità di rielaborare, attraverso apposito provvedimento, a cura
del Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, tutte le quote
(moltiplicatori) delle vincite al fine di garantire premi netti di
importi pari a 1 euro o multipli, evitando la corresponsione di premi
con parti centesimali di euro, onde evitare l’appesantimento
dell’attività di pagamento presso le ricevitorie. Considerando che il
gioco del 10elotto segna costantemente dall’anno di sua istituzione un
significativo incremento di raccolta, rimasto costante anche nell’anno
2018, successivamente, quindi all’entrata in vigore del D.L. 50/2017 con
il quale è stato disposto l’aumento della ritenuta dal 6% all’8% si
ritiene che il nuovo provvedimento non determini una flessione della
domanda e quindi della raccolta ma tutt’al più, un rallentamento della
crescita. Ipotizzando, quindi, parità di raccolta e di vincite per
l’anno 2019 rispetto all’anno 2018, il maggior gettito stimato è pari a:
2019: 66 Ml euro, 2020 e successivi: 132 Ml euro su base annua.
Comma 2. Rispetto al testo del comma 1051 della legge 30 dicembre
2018, che ha ulteriormente aumentato il PREU sugli apparecchi di cui
all’articolo 110, comma 6, lettera a) (AWP), del testo unico delle leggi
di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773,
si prevede un ulteriore aumento del PREU relativo alle sole AWP, pari
allo 0,65% della raccolta (da 1,35% a 2% della raccolta). Stima aumento
PREU: raccolta 2018= 24,1 Md euro. Raccolta 2019 corretta per effetto
della riduzione del pay out (-1,5%) = 23,7 Md euro. Ulteriore maggior
gettito: 23,7 euro x 0,65% = 154.000.000 euro su base annua.
Commi 3 e 4. I titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni che
disciplinano l’utilizzo degli apparecchi da intrattenimento c.d. AWP
(art. 110 comma 6, lett a) del Testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773) attualmente
sono rilasciati senza alcun corrispettivo per quanto riguarda i nulla
osta di distribuzione (NOD) rilasciati ai produttori e agli importatori e
previo versamento di un corrispettivo pari a 100 euro degli apparecchi
per quanto riguarda i nulla osta di esercizio (NOE) rilasciati ai
concessionari. La norma in esame aumenta di euro 100 il costo per il
rilascio dei suddetti titoli autorizzatori, limitatamente all’anno 2019
per quanto riguarda i NOE. Nel corso dell’anno vengono mediamente
rilasciati circa 50 mila NOD e 50 mila NOE: tuttavia, per gli anni 2019 e
2020,in virtù delle disposizioni di recente emanate che prevedono la
possibilità di diminuire il pay out e l’obbligo di introdurre gli
apparecchi che consentono il gioco da ambiente remoto (operazioni che,
entrambe, prevedono il rilascio di nuovi titoli autorizzatori), si stima
che saranno rilasciati almeno 260 mila NOD e 260 mila NOE per anno.
Pertant, i maggiori introiti stimati sono pari a: 2019: 100 x 520.000 =
52 Ml euro; 2020: 100 x 260,.000 = 26 Ml euro; 2021 e successivi: 100 x
50.000 = 5 Ml euro su base annua. L’art. 9-quater del decreto-legge n.87
del 2018, convertito dalle legge n. 96 del 2018, ha previsto
l’introduzione della tessera sanitaria sugli apparecchi da divertimento,
entro il 31 dicembre 2019. Successivamente, la legge di bilancio ha
disposto la sostituzione degli apparecchi oggi in esercizio con quelli
che consentono il gioco da ambiente remoto (c. d. AWPR), da completarsi
entro il 31 dicembre 2020. Tali apparecchi prevederanno, tra l’altro, la
presenza della tessera sanitaria, con autorizzazione al gioco da remoto
che verrà rilasciata solo dopo che la tessera verrà introdotta
nell’apparecchio. Per evitare un primo intervento su apparecchi
destinati ad essere dismessi a breve, per essere sostituiti dalle nuove
AWPR, che potrebbe anche generare un ritardo sulla introduzione di tali
nuovi apparecchi (dotati di strumenti di controllo e di sicurezza, sia
sotto il profilo del contrasto al gioco illegale sia sotto quello del
disturbo da gioco d’azzardo) la norma prevede che l’obbligo di
introduzione della tessera sanitaria si riferisca direttamente ai nuovi
apparecchi. Tale previsione, inoltre, consentirebbe una semplificazione
sulle attività da porre in essere da parte di soggetti interessati dagli
aumenti di tassazione e dei costi di gestione prevista dalla
disposizione in esame.
Comma 5. La norma prevede una maggiorazione dei versamenti dovuti a
titolo di primo, secondo e terzo acconto relativi al sesto bimestre
2019, nella misura del 10 per cento ciascuno, che verrà poi recuperata
in occasione del versamento del saldo, previsto nel mese di gennaio
2020. Sulla base dei versamenti a titolo di primo, secondo e terzo
acconto effettuati relativamente al sesto bimestre 2018, pari
complessivamente a 720 ml di euro, si stima che l’anticipo in parola,
pari al 10%, sia di 70 ml di euro, anticipati al 2019.
Comma 6. Nel settore delle scommesse sono presenti operatori
collegati a soggetti esteri che, con effetto di una situazione giuridica
e contenziosa alquanto problematica, esercitano di fatto l’attività pur
in assenza delle prescritte autorizzazioni di polizia e di concessioni
rilasciate dallo Stato. Secondo la consolidata giurisprudenza
comunitaria, il sistema concessorio è pienamente compatibile con i
principi unionali (crf. CGUE 6 novembre 2003, “Gambelli”, 6 marzo 2007,
“Placanica”, 16 febbraio 2012, “Costa-Cifone”). La stessa giurisprudenza
comunitaria, inoltre, ha confermato la piena compatibilità anche del
sistema autorizzatorio previsto per l’esercizio delle scommesse,
dall’art. 88 del Tulps (cfr. CGUE 12 settembre 2013, “Biasci”).
Questi operatori offrono scommesse senza versare le imposte dovute e
senza dover sottostare agli obblighi concessori, per cui si trovano in
posizione di vantaggio a scapito degli operatori regolari. La norma che
si propone, modificando l’art. 4 della legge n. 401/1989, prevede un
sensibile inasprimento delle sanzioni previste per l’esercizio abusivo
del gioco pubblico.
La modifica trae altresì spunto dalla “Relazione sulle infiltrazioni
mafiose e criminali nel gioco lecito e illecito”, approvata dalla
Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle
altre associazioni criminali, anche straniere (crf. seduta del 6 luglio
2016).
Infatti, l’attività esercitata da questi operatori, come ha
riconosciuto il giudice nazionale, in sede di applicazione della citata
giurisprudenza comunitaria, ove ritenuta non perseguibile ai sensi
dell’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401 (esercizio abusivo
di scommesse), finirebbe per generare “due profili di ingiustificato
privilegio: a) la possibilità di operare senza i vincoli derivanti dal
sistema concessorio (prestazione di cauzione; rischio di decadenza;
limite al numero dei punti commerciali, posizionamento dei locali, e
altro ancora), che invece gravano su coloro che hanno partecipato alla
gara e si sono aggiudicati la concessione; b) la possibilità di
stipulare contratti per la gestione dei punti di commercializzazione con
persone che nei fatti non sono sottoposte ai controlli preventivi
previsti dal TULPS e che per questo, a differenza dei gestori dei punti
di commercializzazione riferibili a soggetti concessionari, non sono
soggette a revoca dell’autorizzazione neppure in caso di sopravvenute
situazioni di incompatibilità col regime della autorizzazione e della
concessione” (così Cass. pen., Sez. Ili, 16.7.2012, n. 28413).
L’inasprimento della pena – con la conseguente possibilità di
utilizzare anche strumenti investigativi ulteriori per evitare il
proliferare di forme di gioco abusivo non sottoposte ai controlli e alle
forme di attenzione contro il disturbo da gioco d’azzardo patologico –
risponde pertanto alla più elevata sensibilità maturatasi nel Paese nei
riguardi di interessi assolutamente superiori, quali l’ordine pubblico e
la sicurezza e salute pubblica, nonché la tutela delle fasce sociali
più deboli, a partire da quella dei minori d’età.
L’aggravamento della sazione e l’attuazione di un piano straordinario
di controllo e contrasto dell’attività illegale, da effettuarsi
nell’ambito delle risorse umane e strumentali previste a legislazione
vigente senza ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, avente
specificamente ad oggetto l’obiettivo di determinare l’emersione della
raccolta di gioco illegale, previsti dal comma 1, comporteranno una
riduzione del fenomeno dei centri illegali, con conseguente aumento del
volume d’affari degli operatori legali. Ipotizzando prudenzialmente un
aumento stimato di tale volume d’affari del 10% rispetto a quello del
2018 (circa 1,8 md di euro), si stima che dalla norma derivi un
incremento del gettito di almeno 35.000.000 di euro annui, a partire dal
2019 (20% di 180 ml di euro).
Comma 7. La disposizione è volta ad aumentare l’efficacia dell’azione
repressiva nei confronti dei c.d. Totem, cioè gli apparecchi che,
apparentemente destinati ad usi commerciali o promozionali, in realtà
consentono all’utente di fruire di servizi di gioco illegali, analoghi a
quelli forniti mediante la rete legale degli apparecchi. Il fenomeno,
che contribuisce anche alla riduzione della raccolta tramite AWP
(passata dai 25,5 Md euro del 2017 ai circa 24 Md euro del 2018), è in
diffusione soprattutto nei territori che hanno adottato provvedimenti
restrittivi o espulsivi del gioco legale e può essere incentivato
dall’aumento degli oneri di gestione previsto per gli apparecchi legali.
Ipotizzando che le misure previste possono consentire il recupero
nell’ambito del gioco legale del 10% della minore raccolta registrata
nell’anno 2018 rispetto al 2017, il maggior gettito per l’erario è
stimato in 30 Ml euro annui dal 2019 in avanti.
L’avv. Marco Ripamonti ha rilasciato a Jamma brevi considerazioni a caldo sul “decretone“.
Questo il pensiero del professionista viterbese, che da venti anni è tra i maggiori esperti del settore:
“Ho letto una sola volta, per ora, le nuove norme, ma mi è
immediatamente parso di grande impatto ed evidenza l’inasprimento della
pena per il reato di cui all’art.4 legge 401/89, previsto finora da sei
mesi a tre anni e che passerebbe da un minimo di tre anni a sei anni
come pena massima.
E’ chiaro che sia sempre doveroso e necessario operare nella
raccolta di scommesse in possesso dei necessari titoli, ma è certamente
innegabile, sul piano delle riflessioni in Diritto, come un simile
inasprimento, ancorchè determinato dall’esigenza di reprimere la
raccolta abusiva e la sua diffusione, sia davvero inedito o, comunque,
vanti pochissimi precedenti analoghi.
Fissare il minimo della pena a tre anni ed il massimo a sei, al
di là dell’aumento in sè, comporta importanti conseguenze e preclusioni
sul piano della applicabilità del proscioglimento per particolare
tenuità del fatto ed in tema di concessione della sospensione
condizionale della pena.
Ma vi sono anche altre implicazioni in tema di sanzioni accessorie e di arresto (facoltativo) in flagranza di reato.
Si tratta, a mio avviso, di una scelta ben comprensibile sul
piano politico, ma che sul profilo legislativo lascia margini di
perplessità quanto alla proporzionalità ed adeguatezza, laddove si ponga
l’attenzione sul fatto che la pena minima per l’odioso reato di usura è
di “soli” due anni e che per l’altrettanto odioso e grave reato di
furto in abitazione è prevista la medesima forbice compresa da tre a sei
anni.
Senza poi dire che il gioco d’azzardo (fattispecie riferibile
anche al fenomeno della c.d. “bisca clandestina”, certamente di allarme
sociale non certo inferiore rispetto al centro elaborazione dati
brandizzato) dal 1931 resti una ipotesi contravvenzionale di scarso
peso, che prevede un platonico arresto fino ad un anno, che penso pochi
abbiano in effetti scontato. Non mi stupirei se la novella legislativa finisse, prima o poi, in Corte Costituzionale.
Quanto agli interventi relativi alle AWP, relativamente
all’aumento del PREU, payout e corrispettivo per il rilascio dei titoli,
non sono sorpreso, atteso che, come è evidente, gli stessi si pongono
in perfetta linea di continuità con il programma rovinoso di una
settore, quello delle AWP, a scapito in particolare dei gestori,
sopratutto con aziende di più piccola entità“.
Dall’Europa
ai bookmaker nazionali fino alla memoria storica del settore del
betting italiano. Per capire che 2019 sarà per le scommesse d’Italia,
abbiamo fatto un viaggio nel settore interpellando alcuni dei suoi
rappresentanti che hanno dipinto un quadro drammatico ma realistico per
l’industry.
Lo scenario internazionale e l’aumento delle tasse
Momento particolarissimo soprattutto per gli investitori e bookmaker
esteri. Dalle varie discussioni avute con diversi manager dei principali
bookmaker esteri, lo scenario attuale non è decisamente il migliore per pianificare qualsiasi tipo di strategia aziendale e di marketing.
Se non è, addirittura, il momento per lasciare direttamente il mercato
senza grossi patemi d’animo. Qualcuno l’ha già fatto, se non altro sono
stati sospesi budget di investimento e di advertising o marketing per
l’Italia.
E dopo l’ennesimo aumento della tassazione c’è il
rischio che chi era in bilico ora sceglierà di abbandonare
definitivamente il settore. Il Governo Conte ha pensato all’ennesimo
aumento di tasse che colpisce anche il betting stavolta
e in maniera pesante, con la certezza di affossare un prodotto che si
era reso competitivo con la rete parallela e borderline: gli
aumenti prevedono dal 18 al 20 percento per le scommesse sportive su
rete fisica, dal 22 percento al 24 percento per quelle a distanza e dal
20 percento al 22 percento per quelle virtuali.
La posizione è quella di stand by. Si va avanti con la raccolta e
con la pubblicità possibile fino al 14 luglio 2019, ma difficile
programmare, pianificare, studiare azioni di qualsiasi tipo. Chiaramente il decreto Dignità ha rovinato un po’ tutto
soprattutto in questa fase. Le società sperano di aprirsi qualche varco
in un divieto che assoluto sarebbe davvero inutile e naturalmente
complesso da far rispettare. Ovviamente le sanzioni spaventano molti e
la prudenza, specie per alcune società, è quasi d’obbligo.
C’è qualche apertura e qualche speranza di salvare una parte della
comunicazione per rispettare le indicazioni dell’Europa e anche per
allinearsi a quello che paesi vicini come la Spagna, sembrano
intenzionati a fare. Una pubblicità regolata e regolamentata ma non un ban assoluto e totalizzante come in Italia.
Oltre al Dignità c’è sempre il tema del bando scommesse.
Una tematica fondamentale per chi vorrebbe entrare nel retail con oltre
10mila punti a disposizione sul territorio italiano, uno dei mercati
più importanti per il betting a livello europeo. L’incertezza dell’ennesimo slittamento del bando di gara aumenta instabilità su tutti i livelli
a quello che abbiamo già analizzato. Anche qui stand by col rischio che
si possa sapere qualcosa di certo solo a metà 2019 con i concessionari
che possono continuare ad operare col “permesso” del Governo che non
riesce a riordinare e allineare le tante licenze date in questi anni,
dalle “Bersani” alle “Monti” passando dalle “Giorgetti”.
Tutto questo in barba al codice degli appalti che vieta con
fermezza le proroghe continue a qualsiasi settore. Per il betting
italiano entriamo nel terzo anno. “Servirebbe una sfera di cristallo per
capire cosa succederà e tutto questo non conforta nessun tipo di
investimento e di strategia per il mercato italiano”, si è lasciato
scappare uno storico esperto di betting ora al servizio di un grosso
bookmaker anglosassone.
Dal Dignità al bando scommesse esiste anche la volontà del Governo “gialloverde” di riordinare il settore tutto del gioco pubblico. Anche questo è nel famigerato Dl del ministro alle Attività produttive e del lavoro, Luigi Di Maio.
Siamo già stretti coi tempi, a dire il vero, col Paese impegnato in ben
altre problematiche. Non che il gioco coi 100 miliardi di euro di
raccolta e oltre 10 all’erario, sia da meno. Anzi. Ma anche questo riordino ancora non scritto ci sono tantissime incertezze e una serie di elementi che generano ulteriore instabilità per chi deve investire e “plannare” soldi e budget.
In attesa di sviluppo anche il palinsesto complementare ippico e l’abbassamento delle tasse sempre su questo verticale del betting.
Qualcosa si sta muovendo con una serie di implementazioni nei
palinsesti attuali a livello di corse e proposte di gioco dall’estero
per gli scommettitori italiani. Ma anche l’ippica vive
una crisi e un’assenza di soluzioni che non può che contribuire al
regime di incertezza che abbiamo raccolto dai bookmaker stranieri che
operavano e operano in Italia.
Andrea Fersino, BetItaly “Il 2019 anno della stabilizzazione”
“Che nuovi prodotti verrano lanciati sul mercato del betting
italiano nel 2019? Zero, sarà l’anno della stabilizzazione, almeno la
speranza deve essere quella di risolvere i problemi e non di aggiungerne
di nuovi”. Andrea Fersino di BetItaly è uno dei
principali operatori nel betting italiano con un’esperienza ventennale
in uno dei bookmaker che esistono da sempre nel mercato “punto it”.
Ma proprio nessuna possibilità di sviluppo lato prodotto?
“L’unica novità vera potrebbero essere i fantasy sports ma l’Italia
ha dimostrato di non essere così pronta per un gioco molto performante
in altri mercati ma non ancora esploso da noi. Gli italiani sono un po’
più tradizionalisti, non c’è dubbio. Nel lungo medio termine, però,
potrebbe essere questa la novità su cui far crescere il gioco anche in
relazione al betting”.
Sul lato prodotto c’è poco da discutere anche perché ormai i
palinsesti dei book azzurri hanno colmato il gap che per anni li ha
penalizzati rispetto ai mercati borderline, dot com ed esteri di
qualsiasi tipo. Una battuta diceva: “Quando il betting italiano ha
pensato una proposta di gioco quello dot com l’ha già fatturato e pagato
o riscosso”. Ed era così.
Poche novità, ok, ma dove vanno le scommesse e i giochi in generale?
“La scommessa è sempre più interattiva e la tendenza è sempre di più verso il gioco live
un po’ perché il payout è più alto ed è un gioco molto più stimolante
del prematch perché ti permette di scommettere durante l’evento. Il
trend italiano su questo prodotto si sta avvicinando a quello
internazionale che vede il live superiore ormai sul prematch. Negli
altri giochi il casinò online sta un po’ cannibalizzando gli altri
prodotti grazie alle nuove tecnologie sempre più avvincenti e
stimolanti. Si va verso giochi 3D ed altre tecnologie che possono
cambiare anche il modo di giocare dei players e i modelli di business
delle società di gaming – prosegue Fersino. Il poker è
diventato, invece, un verticale sempre più di nicchia anche se il
mercato italiano, è ormai risaputo, aveva vissuto un boom davvero
irreale rispetto ai trend internazionali e la caduta verso quote normali
ha ridimensionato le aspettative e generato una delusione eccessiva
rispetto a numeri che, adesso, rispecchiano la realtà molto più di
prima. La liquidità si è ormai ridotta drasticamente in Italia ma il
settore va avanti seppur senza far sognare come prima”.
Anche per Fersino a tenere banco è lo scenario politico e di
settore: “Se non capiamo realmente dove il governo vuole portare questo
settore non riusciamo ad avere una visione di sviluppo ma possiamo solo
pensare a soluzioni di contenimento e sopravvivenza. Ad esempio se
parliamo di bando o proroga delle concessioni attuali non si sa come si
va avanti ancora alla fine del 2018 e con il 2019 appena iniziato e non
sappiamo se e quanto dovremo pagare qualora si andrà avanti senza gara.
Oggi come oggi avere una proroga è come vincere al SuperEnalotto
ma l’incertezza rimane. Anche perché rimaniamo sempre il settore più
disdegnato di tutto il Paese ma quando il Governo fa i conti i soldi
servono e continuano ad attingere nei nostri volumi di raccolta”.
L’altra problematica è a livello locale: “Le
proteste in Puglia, la nostra Regione di appartenenza, hanno solo
spostato il problema e non hanno risolto nulla. Se non altro, sul tema
delle distanze, le istituzioni hanno accettato il
confronto e hanno iniziato a parlare con gli operatori per cercare di
capirci qualcosa in più. Ma non c’è ancora nulla di definito e
definitivo. A funzionare sono state le proteste che
hanno mostrato la problematica reale di tanti lavoratori che volevano
dimostrare che dietro a questo settore ci sono persone che lavorano, non
le lobby e che espletano delle funzioni per lo Stato
non per i mercati illegali. Il problema è che siamo in balia di ogni
legge regionale e comunale, in ogni città c’è lo sceriffo-sindaco
che decide di cambiare le regole e gli orati e lo fa senza considerare
le conseguenze e l’esistenza di un impianto normativo già consolidato.
Il problema è che il Governo non ha capito che si deve intervenire sul
prodotto e non sul dove si gioca. Il giocatore patologico troverà il modo di giocare ovunque mentre il player for fun il settore rischia di perderlo”, conclude Fersino.
Maurizio Sesta, legale esperto di betting “Un ginepraio, serve un testo unico sul gaming”
Per cercare di capire dove si va bisogna guardare da dove siamo venuti. Maurizio Sesta è un legale e consulente
che ha lavorato con le principali società di betting italiane ed estere
e l’abbiamo cercato per capire la sua visione dello scenario del gioco
pubblico che vive una situazione davvero complessa e dal futuro
nebuloso.
“Le scommesse sono in crescita, soprattutto online
dove ci sono ottimi payout per i players che hanno guadagnato molti
soldi così come i bookmaker che hanno raccolto ottimi volumi. Il
problema vero dei giochi e delle scommesse, però, è che il settore è un caos a livello normativo.
Leggi, regolamenti, decreti, circolari e anche chi è esperto rischia di
non capirci nulla. Fossi il legislatore, e fortunatamente non lo sono,
farei un testo unico perché anche il migliore e il più esperto a livello
legale rischia di non capirci nulla.
C’è il codice degli appalti, il Tulps che ha un ruolo fondamentale nel retail e tante altre leggi. Io nei primi anni Novanta proposi un testo unico e non lo volle fare nessuno. E quasi trenta anni fa avevamo solo l’Enalotto, il Totip, il Totocalcio, il Lotto e le scommesse ippiche”.
Oltre al testo unico cosa potrebbe servire?
“In Francia hanno la polizia dei giochi, a noi servirebbe un organismo che sappia organizzare questo veicolo merceologico in modo da rendere comprensibile
e più chiaro e snello il modello di gestione del settore – prosegue
Sesta – ad esempio la gara delle scommesse che dovrebbe riallineare
tutte le concessioni doveva essere espletata due anni fa ma ogni anno
esce fuori un allineamento differente e non se ne esce più.
Stiamo parlando di un mercato da 100 miliardi di euro
e non ci si può comportare da dilettanti così. A Palazzo Chigi nessuno
capisce niente di questo settore per il ginepraio di cui parlavamo prima
e perché nessuno le ha vissute. Io ho iniziato nel 1989 in questo
settore e ho una memoria quasi archeologica, storica diciamo. Ma per
capire come si evolve il settore bisogna capirlo”.
E l’industry è cambiata profondamente: “Ormai le
compagnie sono tutte nelle mani dei fondi di investimento, che usano le
società come pedine di scambio nei loro affari che hanno asset molto
diversi e si perde in business molto differenti.
Il gioco, invece, è una cosa molto seria e va gestito seriamente.
Altrimenti arriviamo nel momento storico drammatico dell’Italia che è a rischio bolla fiscale
proprio per questo passaggio ai fondi di cui parlavamo e a bilanci non
proprio sanissimi. La situazione di difficoltà è causata anche dalla
responsabilità delle concessionarie che dovevano remare tutte dalla
stessa parte e non andare a caccia del singolo privilegio”.
Che 2019 sarà per le scommesse?
“Diciamo che il settore del betting online, per
parlare come le agenzie di rating, ha un outlook positivo mentre il
retail è più stabile che in crescita. Fare l’online è più semplice anche
se c’è meno margine e devi aumentare i volumi. Alla fine il settore
tende verso questo segmento a livello internazionale e l’Italia sta
convergendo verso questa linea. Il retail resterà come settore
specializzato e di altissimo livello. Più ritarda il bando di gara pubblico e più questo scenario è vero. Se esce il bando, poi, dobbiamo capire cosa esce da questo bando per rivalutare tutto”.
Una chicca, poi: “In questi anni ha influenzato il settore il modello maltese. Ora c’è maggiore controllo e una riduzione delle attività in quella regione del gaming. Tuttavia nei prossimi mesi potrebbe nascere un nuovo hub per il gioco online che potrebbe dare un influsso positivo al mercato”, ma Sesta rimane nel mistero.