dai nostri inviati a Londra – “Non ci sono differenze significative
tra i vari Paesi europei. Per la nostra azienda le differenze culturali
sono un un valore molto importante ma mi riferisco alle differenze con
la cultura asiatica con la cultura africana. Il nostro mondo questi
continenti stanno portando un grande contributo di creatività. L’Unione
Europea per quanto mi riguarda è un solo grande Paese”.
E quanto dichiarato ad Agimeg Paris Smith, ceo di Pinnacle, a margine
di un convegno sulla innovazione nell’industria del gaming che si è
svolto questo pomeriggio all’Ice Vox di Londra.
In merito alla situazione italiana, Paris Smith ha espresso le sue
perplessità su quanto possa essere ancora percorribile da Pinnacle la
strada per entrare nel nostro mercato. “Dovremmo fare un’attenta
valutazione sulle condizioni che sono mutate da quando abbiamo
presentato la domanda ad Aams per una concessione online. Sono infatti
aumentate le tasse – ha sottolineato Smith – ed è stata vietata la
pubblicità sul gioco. A queste condizioni, per un operatore nuovo in
Italia come noi, sono molto penalizzanti. In un incontro che avremo a
marzo discuteremo se con questo mutamento di scenario converrà ancora a
Pinnacle entrare nel mercato italiano”. gpm/AGIMEG
“Dopo che la nostra associazione è
stata ricevuta sotto questo governo due volte ai Monopoli dal dott.
Fanelli e dal dott. Giuliani, dal capo di gabinetto del ministero del
lavoro Fabia D’Andrea e dall’ufficio legislativo del Mef dott. Glauco
Zaccardi essere scambiati per i mandatari dei concessionari è veramente
un paradosso inaccettabile.
Ci chiediamo: ma il vicepremier non ha contatti con la sua capo di
gabinetto presso il suo ministero? Non si interessa come legiferano i
monopoli, che decisioni prendono, chi tassano, se giocatori,
concessionari o gestori? E come fa a parlare di gioco pubblico se non si
informa?
Combatte il gioco d’azzardo senza conoscere neanche le associazioni
nella loro identità, scambiandole l’una con l’altra, cosa dicono, cosa
propongono, chi sono, quante sono, la differenza di proposte. E come fa a
prendere le opportune decisioni se neanche le riceve? Noi abbiamo
proposte concrete già depositate presso l’ufficio legislativo del Mef al
dott. Zaccardi, le ha viste? E’ stato informato delle nostre lamentele?
Sono fondate? Sono richieste legittime? Chiediamo un incontro per avere
queste risposte.
Cosa avrebbe da dirci? Come fa ad affrontare una associazione che
rappresenta comunque un settore produttivo dello stato senza neanche
conoscerla? Vedremo se almeno oggi avrà il tempo per riceverci o se ci
sarà qualcuno che potrà darci almeno qualche risposta che da tempo
aspettiamo. Diversamente la manifestazione continuerà ad oltranza.
Abbiamo il diritto di essere ascoltati”.
Parte il conto alla rovescia per la 69° edizione del Festival della Canzone Italiana, ancora una volta supervisionata e condotta da Claudio Baglioni, che già nella precedente edizione dello scorso anno aveva raggiunto uno straordinario successo. Sta volta al suo fianco compariranno Claudio Bisio e Virginia Raffaele, per dare quel tocco di originale comicità che da sempre caretterizza entrambi i neo conduttori del festival. Sanremo dunque è pronta ad ospitare i 24 big che da domani fino a sabato si sfideranno a colpi di microfono sul palco dell’Ariston. Sulla lavagna di Betaland, il favorito è Ultimo a quota vincente 3.00, lo seguono Irama a 5.00 e Il Volo a 7.50. Tra Irama e Ultimo è proprio sfida all’ultimo decibel e nei testa a testa della classifica finale si giocano rispettivamente a 1.95 e 1.75. Ma quest’anno a partecipare saranno anche veterani come Nek, dato a 9.00, Francesco Renga, 20.00, Patty Pravo in compagnia di Briga, a 25.00, e l’eccentrica Loredana Bertè (15.00) la favorita del Gruppo 4 a quota 2.50. A completare il cerchio restano Simone Cristicchi (15.00) e Daniele Silvestri (10.00) anche lui, come la Bertè, tra i favoriti alla vittoria del proprio Gruppo, il 5, a 1.80. mo/AGIMEG
“Il Ministro del Lavoro, Luigi Di
Maio, in un post su Facebook attacca ciò che lui chiama “le lobby
dell’azzardo”. La criminalizzazione delle tante aziende del settore che
si occupano di gioco in modo lecito che nemmeno vengono distinte ormai
da quelle che rientrano nel mercato dell’illecito non fa altro che
favorire le mafie.
Questo modo di comunicare crea disinformazione verso i cittadini a
discapito delle tante aziende che alimentano il sistema produttivo del
nostro Paese. Inoltre, anche il Ministro Di Maio citando i dati del
settore, cade nell’errore perché cita i numeri circolati sulla rete sul
gioco d’azzardo lecito in Italia nel 2018, che non corrispondono al
vero. La spesa degli italiani viene erroneamente interpretata, da alcuni
organi d’informazione, a causa della confusione tra le somme investite
in modo diretto dall’utente e quanto derivato dalle vincite, in seguito
reinvestite.
Infatti, la spesa reale dei giocatori ammonta a 18,7 miliardi di euro
e non 107 miliardi, come erroneamente e propagandisticamente
comunicato. Cifra molto distante dal reale volume del giocato perché
quest’ultima si riferisce appunto alla somma del capitale iniziale
insieme al denaro vinto e riutilizzato all’interno del circuto, anche
virtualmente. Metà della raccolta arriva ancora dalle slot machine e
dalle videolottery, seguite dai Gratta e Vinci e lotterie, dall’online,
dalle scommesse, sportive e virtuali, anch’esse in costante crescita.
L’unico segmento del mercato del gioco in crescita esponenziale è quello
dell’online che cresce proprio grazie alle misure di questo Governo,
che punisce il gioco tradizionale, in particolare quello delle slot,
andando così a incentivare la migrazione dei giocatori sull’online e
sull’irregolare gestito dalla criminalità. Una spesa media giornaliera
pro capite degli italiani nel gioco d’azzardo che può essere calcolata
come la spesa di un caffè.
Fornire il dato “gonfiato” equivale a più che quintuplicare il dato
reale dando, e penalizzando, l’immagine delle imprese di settore, già
tanto vessate dai luoghi comuni. Il gioco lecito in Italia resta,
infatti, il primo contribuente economico dello Stato, dando occupazione
di oltre 100.000 persone. Si conferma però l’unico settore che viene
tassato doppiamente, sia sui volumi giocati, i 107 miliardi (e non i
18,7 miliardi di spesa), che sugli utili della società. È necessario
pertanto, per fare luce e chiarezza sul gioco istituendo subito, presso
il Ministero, un tavolo con gli operatori del settore, così come
richiesto da tempo dalla categoria”.
É quanto dichiara il direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman, Alessandro Bertoldi.
“Con questa maggioranza e questo governo siamo lontani dai condoni
targati PD, che nel 2013 aveva “regalato” alle lobby delle slot circa
due miliardi di euro – si legge in una nota del vice presidente del
Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco Silvestri
-. Con noi i gestori del gioco d’azzardo pagano, ecco perché
protestano. Dice bene Luigi Di Maio: per quanto ci riguarda, le slot
possono continuare a rimanere spente. Ciò che ci preme è spostare quei
100 miliardi di euro spesi in gioco d’azzardo nell’economia reale e nel
commercio sano del Paese. Per i lobbisti la musica è davvero cambiata,
stiamo dimostrando che gli unici interessi che tuteliamo sono quelli
degli italiani”. lp/AGIMEG
Non vi chiedo di riaccenderle (le slot), se volete continuate a
tenerle spente. Luigi Di Maio si affida ad un post su Facebook per
rispondere alla protesta che da due giorni ha coinvolto tanti gestori di
slot, guidati dalla manifestazione dell’Agcai, che hanno deciso di
fermare la raccolta, tenendo spente le macchine. Il ministro del Lavoro e
dello Sviluppo economico, postando la foto di due slot spente, ha
commentato: “Guardate qua! Ricordate come me che il governo PD nel 2013
aveva fatto alle lobby delle slot un vergognoso condono di circa due
miliardi di euro? Noi abbiamo deciso di far pagare le lobby dell’azzardo
che ora iniziano a ribellarsi e hanno convinto alcuni gestori a
protestare. A loro vorrei dire che le slot non portano più introiti, ma
meno. Gli unici che ci rimetteranno davvero sono questi lobbisti senza
scrupoli, non lasciatevi strumentalizzare né dalle multinazionali, né
da alcuni sindacati. Non vi chiedo di riaccenderle, se volete continuate
a tenerle spente.
Nel 2018 in Italia – continua Di Maio sono stati spesi oltre 100
miliardi di euro in gioco d’azzardo, circa metà nelle slot. Se questi
100 miliardi andranno alle altre attività dei gestori (bar,
ristorazione, ecc) agli artigiani, ai commercianti ridando finalmente
ossigeno all’economia reale del territorio, le entrate per lo Stato
saranno molto maggiori e soprattutto ne beneficerà tutta la comunità.
Oggi sono in Abruzzo, che purtroppo detiene la maglia nera delle regioni
per il gioco d’azzardo, qui si spendono oltre due miliardi di euro ogni
anno, circa il 10% del Pil. Adesso questi soldi andranno ai cittadini
per bene e ci eviteranno tanti disagi sociali.
La musica è cambiata cari lobbisti, vi piaceva vincere facile eh? Sappiate che in me troverete un nemico dei vostri interessi privati, sempre dalla parte del popolo”. lp/AGIMEG
Il problema é che quando parla gli credono e non solo per il gioco anche per altre cretinate che dice…. mi vergogno di avere un ministro come Di Maio e mi demoralizza la mancanza di cultura generale italiana e l’ipocrisia
Ministro ci dica se la sua ignoranza in materia supera la sua ipocrisia. Come ministro della Repubblica e non della Chiesa dovrebbe rispettare la costituzione italiana su cui ha giurato. Non è suo compito prendere decisioni su un punto di vista morale. È praticamente inaccettabile per un politico serio e ancor meno per un ministro del lavoro. Ammetta che non ha interesse a tutelare un comparto e che interessi superiori la spingono a queste azioni per favorire qualcuno o anche solo per fare esclusivamente cassa per precedenti impegni elettorali a cui altrimenti non potreste tenere fede. L’ignoranza porta a fare dichiarazioni numeriche assurde ma l’ipocrisia è la promessa di soluzione alla famigerata patologia. Se fosse una persona seria dovrebbe ammettere che del bene dei giocatori non ha nessun interesse. Se fosse una persona seria e vero moralista chiederebbe la chiusura di ogni esercizio di gioco, di ogni tabacchino che vende vizio e morte, di ogni bar che causa incidenti, di ogni rivendita di videogiochi per bambini perché non sono educativi per una società che se seguirà i suoi dettami diventerà la nuova società perfetta. Caro ministro la politica è l’arte suprema e va affrontata con serietà, non è una partita su una slot e neppure un gratta e vinci la concertazione che lei ha rifiutato ieri o quando non so non può essere motivo di vanto. In fondo le ricordo che democrazia non è fare l’incubo a chi ha vinto le elezioni come oramai da decenni ogni governo pretende. Democrazia è permettere ad uno stupido liberale come me di dissentire. Così il compito di un ministro della Repubblica che rispetta la costituzione e la democrazia è quello di ascoltare le parti più deboli che a mio avviso sono i gestori visto che un aumento della tassazione dopo che la Corte dei conti già a suo tempo criticò al governo Renzi e i suoi scagnozzi oggi non possono più essere il bancomat delle promesse elettorali assurde.
Signor ministro, in quanto tale, prima di commentare dovrebbe documentarsi. Avrebbe scoperto che i 100 miliardi di cui accenna, non sono la spesa degli italiani al gioco, ma l’importo giocato fra tutti i giochi, ben diversa la spesa procapite che se non ricordo male corrisponde ad un caffè al giorno x ogni cittadino adulto. Per favore si documenti su cosa intende quando parla di lobby, non so a chi si riferisce…forse ai concessionari titolari di concessioni rilasciate dallo Stato? E per favore si documenti anche di quante piccole e medie aziende e lavoratori sono impegnate quotidianamente sul territorio, impegno che vi consente, seduti comodamente sulle vostre poltrone, di incassare molti miliardi di euro. Di Maio, per favore basta con la demagogia basta ipocrisia e basta usarci per ottenere facili consensi basati su profonde inesattezze. E in ultimo Le posso offrire un consiglio gratuito, se vero è che lo fate per il bene dei cittadini eliminate qualsiasi forma di gioco….o no. Cordialmente.
Ok allora dai un posto di lavoro a tutti i noleggiatori con tutti i suoi dipendenti… oppure inventa un gioco che non è d’azzardo. Con poche tasse,tu che vuoi salvare l’Italia.mi fai ridere…
I gestori di tutta Italia stanno accogliendo la proposta di Agcai, e
stanno spegnendo le slot per protestare contro l’aumento del prelievo
fiscale che servirà a finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza.
“Il numero cresce di ora in ora” spiega a Agimeg, il presidente
dell’associazione, Benedetto Palese, mostrando le tante foto ricevute.
Palese in questo momento si trova insieme a una delegazione dell’Agcai
nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico, dove attende il vice
capo di gabinetto di Giorgio Girgis Sorial, per poter esporre tutte le
ragioni della categoria. “Ieri – giorno in cui l’associazione ha
manifestato sotto la sede del MISE, NdR – non ci hanno potuto ricevere,
così siamo tornati oggi, e ci hanno detto di attendere l’arrivo di
Sorial” spiega ancora, “Ma siamo pronti a tornare lunedì, e anche nei
prossimi giorni, fino a quando ci riceverà”. gr/AGIMEG
Uscito con le ossa rotte dalla Coppa Italia, il Napoli è atteso
domani da un impegno insidioso. Scende al San Paolo una Sampdoria
approdata ai limiti della zona Champions e reduce dal 4-0 rifilato
sabato scorso all’Udinese. Bruciante per il Napoli il ricordo
dell’andata, terminata con una secca sconfitta (3-0). I trader di Stanleybet.it,
tuttavia, danno ai padroni di casa un favore netto, collocando il segno
«1» a 1,37. Va detto che la Samp, spesso implacabile in casa, ha un
rendimento esterno molto più modesto (tre vittorie, quattro pareggi e
quattro sconfitte), anche se nelle ultime cinque trasferte ha perso solo
in casa della Juve. Il blitz doriano è ad alta quota, 8,50, il pareggio
naviga a 4,70. Attesissimo Quagliarella, sempre a segno nelle ultime
undici partite giocate: una rete al San Paolo vale 3 volte la scommessa.
Più calde le quote di Insigne (2,00) Milik e Mertens (1,80). Spareggio
da zona Champions domenica sera all’Olimpico tra Roma e Milan. Malgrado
il disastroso intermezzo di Coppa Italia e i relativi strascichi
ambientali, i bookmaker Stanleybet.it concedono fiducia agli uomini di
Di Francesco, favoriti a 2,20, contro il 3,30 assegnato sia al pareggio
che al successo rossonero. Pro Milan gli ultimi due precedenti:
all’andata Gattuso vinse 2-1 con un gol in extremis di Cutrone, mentre
l’anno scorso uscì dall’Olimpico con uno 0-2 firmato ancora da Cutrone e
da Calabria. Quota speciale per Piatek, subito protagonista in Coppa
Italia: un suo gol su rigore si gioca a 8,00. Non pesano sulle quote i
recenti impacci bianconeri, il segno «1» della Juve con il Parma scende
fino a 1,15. Improbabile il pareggio, a 7,10, quota stellare per il «2»,
a 19. Tra le altre, Torino avanti, a 2,20, a Ferrara con la Spal, il
segno «1» biancoazzurro è a 3,45. Equilibrio tra Genoa (2,50) e Sassuolo
(2,90), favoritissima l’Inter (1,25) in casa con il Bologna (13).
Fiorentina in grande spolvero e da «2» a Udine: a 2,25 il successo dei
ragazzi di Pioli, i friulani in piena crisi arrancano a 3,40. cdn/AGIMEG
I gestori degli apparecchi da
intrattenimento ‘incrociano’ il vicepremier Luigi Di Maio nei pressi di
Montecitorio, a pochi minuti dalla conferenza stampa che gli stessi hanno tenuto per illustrare le ragioni della protesta di ieri a Roma.
Alla richiesta di un incontro Di Maio ha risposto di non avere tempo. Poi uno dei presenti ha ricordato al vicepremier che con le scelte del governo si stanno distruggendo 300 mila famiglie. Di Maio risponde ‘ andandosene, ”Va benissimo“.
Nella
riforma del Coni presentata dal sottosegretario Giancarlo Giorgetti,
con la nascita della società “Sport e salute”, c’è anche il rilancio dei
concorsi pronostici.
C’è anche il rilancio dei concorsi pronostici come il Totocalcio,
fra gli obiettivi della riforma del sistema sportivo italiano
presentata ieri, 31 gennaio, a Roma, con la nascita della nuova società
“Sport e salute”, che si occuperà del marketing al posto della Coni
Servizi.
In particolare, a Sport e salute Spa sono destinati i proventi generati dai concorsi pronostici sportivi
(nella misura tra l’11 e il 13 percento). Per incentivarne il rilancio,
l’Agenzia delle dogane e dei monopoli provvederà inoltre a riformare
tali concorsi.
Inoltre, secondo quanto affermato dal sottosegretario allo Sport, Giancarlo Giorgetti,
“ci sarà la certezza di risorse per il sistema sportivo che non saranno
mai meno di 408 milioni l’anno, soldi che possono solo aumentare se il
sistema sportivo si sviluppa. L’autonomia dello sport è garantita al
cento per cento”.
“Nella nuova Sport e Salute ciascuno dovrà portare le proprie competenze, chi per la parte sportiva chi per la parte gestionale. La politica sportiva continuerà a farla il Coni, non ci saranno due papi dello sport,
ma oltre al presidente del Comitato Olimpico Nazionale ci sarà chi si
occuperà di mettere insieme uomini e risorse per far crescere lo sport
di base, un settore che finora e’ stato sottovalutato dalla politica”,
prosegue Giorgetti.
La riforma, inserita nella legge di Bilancio approvata alla fine del 2018, è in vigore dal 1° gennaio e avrà la sua piena applicazione da maggio 2019.